Articolo da "Il Corriere.it" del 12 febbraio 2004
L'equipe sudcoreana: è una speranza per la cura di malattie gravi
Seul, cellule staminali dai cloni di 30 embrioni
Generata per la prima volta una sequenza cellulare completa

E' di fatto un passo avanti anche verso la clonazione umana

SEUL (Corea del sud) - Ricercatori dell'Università Nazionale di Seul per la prima volta sono riusciti a riprodurre in laboratorio una sequenza completa di cellule staminali umane mature, compiendo così un ulteriore passo avanti verso la produzione di strumenti, e dunque verso la messa a punto, come hanno spiegato gli stessi scienziati, di «terapie biogenetiche, per la cura di gravi malattie degenerative». Ma, di fatto, anche verso il perfezionamento del controverso procedimento della clonazione umana. Tra le gravi malattie che in un domani dovrebbe diventare possibile combattere con le cellule staminali così clonate ci sono il morbo di Parkinson, il diabete, l'osteo-artrite e altre ancora.

L'ANNUNCIO - L'annuncio della riuscita dell'esperimento è stato dato dall'equipe degli scienziati sud-coreani, guidati dal dottor Woo Suk Hwang, attraverso un comunicato diramato, a corredo di uno studio relativo ai progressi compiuti, dall'American Association for the Advancement of Science.

LA TECNICA - Alla base della nuova tecnica, il prelievo di frammenti di cellule non riproduttive da sedici donne donatrici, tutte volontarie non pagate, e il trapianto di tali frammenti negli ovuli (complessivamente 242 quelli prelevati e utilizzati) delle donatrici stesse. Vi si sono così sviluppati una trentina di blastocisti, vale a dire masse cellulari a uno stadio dell'evoluzione embrionale che prelude alla formazione del feto. Venti degli stessi blastocisti hanno completato il loro sviluppo, generando così anche le cellule staminali che con la coltura hanno cominciato a differenziarsi nei principali tipi di tessuto umano. Trapiantate nell'organismo di topi da laboratorio, le cellule stesse si sono differenziate ulteriormente in tipi ancora più specifici, dimostrando come il procedimento elaborato dall'equipe sud-coreana sia in grado di creare cellule di base altamente versatili, «pluri-funzionali», capaci cioè di sopperire agli usi terapeutici più diversi.

LA SEQUENZA - Secondo fonti scientifiche Usa, finora qualcosa di analogo era stato possibile conseguirlo partendo da campioni prelevati a topi, ma nessuno era mai riuscito a generare una simile sequenza di cellule staminali umane, mature e complete per di più. I fattori che il dottor Hwang ha indicato come decisivi ai fini dell'ottenimento di un tale risultato sono stati, nell'ordine:

- la disponibilità di ovuli delle donatrici estremamente freschi e dunque attivi

- l'osservanza di tempi strettissimi per il prosieguo del protocollo con il completamento delle successive operazioni

- un nuovo metodo per l'estrazione del Dna dalle cellule impiegate.