| UNA RICERCA DI OBSERVA: BOCCIATA DALL’89 PER CENTO LA NASCITA DEI BAMBINI FOTOCOPIA Sette italiani su dieci sono favorevoli alla clonazione terapeutica FEDERICO UNGARO In un sondaggio condotto dal centro studi indipendente Observa, infatti, il 71 per cento di un campione di 994 persone ha ammesso di essere favorevole all’uso di cellule staminali embrionali umane per la cura di gravi malattie come l’Alzheimer o il Parkinson. Chiusura assoluta, invece, per la clonazione riproduttiva, cioè per la creazione dei bambini fotocopia. L’89 per cento ritiene che non debba essere ammessa, nemmeno nel caso in cui fosse l’unico modo per dare a donne sterili la possibilità di avere figli. Un punto questo che trova d’accordo un po’ tutti nel mondo scientifico e politico, sia in Italia che all’estero. Per quanto riguarda le applicazione delle biotecnologie al campo medico, l’84% del campione ritiene che queste ricerche debbano proseguire anche in Italia. Alcune di queste possibili applicazioni vengono comunque viste come pericolose: ad esempio gli xenotrapianti (cioè i trapianti di organi di animali sull’uomo) sono considerati con sospetto dal 65%. In generale, però, le biotecnologie mediche sono accolte con più favore rispetto a quelle agroalimentari, che per il 68% degli intervistati sono pericolose e per il 62% inutili. Intanto, in attesa dell’entrata in vigore della legge sulla fecondazione assistita che vieta qualsiasi forma di manipolazione dell’embrione, il ministro Sirchia ha prolungato l’ordinanza contro la clonazione umana. Emessa nel marzo del 1997 dalla Bindi prevede il «divieto di qualsiasi forma di sperimentazione e di intervento finalizzata anche indirettamente alla clonazione umana». |
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