| Approvata una dichiarazione non vincolante. Per il veto si schierano Usa e Italia. La "fronda" di 34 Paesi tra cui Belgio e Cina L´Onu vota no alla clonazione umana Assemblea spaccata: la Gran Bretagna per la ricerca sulle staminali Impossibile una mediazione tra i due fronti. Per Bush solo una vittoria di Pirro ARTURO ZAMPAGLIONE Il voto conclude - almeno per ora - una lunga battaglia che ha diviso i governi e surriscaldato gli animi nel Palazzo di vetro. Per quasi quattro anni si è cercato, infatti, di arrivare alla firma di una convenzione che mettesse al bando, come avrebbero voluto tutti i 191 paesi-membri, la clonazione "riproduttiva" di esseri umani, ma il contrasto ideologico tra due fronti in merito all´inclusione della clonazione "terapeutica" ha bloccato le decisioni. Alle tesi di Washington e di Roma, si contrapponevano una trentina di stati capeggiati dal Belgio, tra cui Francia, Gran Bretagna, Giappone, India, Cina, che volevano escludere dal divieto le cellule staminali e altre forme di clonazione "terapeutica", in modo da incoraggiare le ricerche per la cura dell´Alzheimer, del Parkinson, oltre che dei traumi alla spina dorsale. A novembre dell´anno scorso c´era stato un aspro dibattito nella sede dell´Onu. Il testo finale era stato inviato in aula a febbraio di quest´anno dalla commissione giuridica delle Nazioni Unite dove aveva ricevuto 71 voti a favore, 35 contrari e l´astensione di 43 paesi, tra i quali gran parte degli islamici. Il voto di ieri ha rotto l´impasse: 84 paesi hanno votato a favore, 34 contro e 37 si sono formalmente astenuti (oltre a quelli che non hanno neanche partecipato al voto). In teoria George W. Bush, che ha sempre condannato la clonazione in tutte le sue forme, considerandola un elemento centrale della sua "crociata", può rallegrarsi del risultato. Ma in realtà è una vittoria di Pirro: sia perché il voto ha spaccato l´Onu, sia perché la dichiarazione approvata non ha alcun elemento coercitivo. E i paesi contrari hanno già annunciato che non si sentiranno affatto vincolati e che i loro scienziati potranno proseguire le ricerche già avviate. «Invece di unirci questo documento ci divide», ha commentato dopo il voto il rappresentante belga, che nella mediazione delle ultime settimane era stato il portavoce dell´ala radicale pro-ricerca. Al Palazzo di vetro l´insistenza americana sul tema della clonazione viene posto, da alcuni diplomatici, in relazione alla nomina di John Bolton come nuovo ambasciatore degli Stati Uniti presso l´Onu. Bolton, che finora era sottosegretario al dipartimento di Stato, non è considerato un "amico" delle Nazioni Unite, nel senso che ha sempre manifestato scetticismo per l´azione diplomatica multilaterale ed è sempre stato in prima fila nel denunciare gli scandali dell´Onu. Il rischio? Che la sua nomina come il voto sulla clonazione avvii una fase di rapporti ancora più tesi, duri, conflittuali tra il palazzo di vetro e la Casa Bianca. Il testo finale approvato ieri, elaborato sulla base di una proposta di compromesso introdotta dall´Italia lo scorso novembre, richiede ai paesi membri «proibire tutte le forme di clonazione umana in quanto incompatibili con la dignità umana e la protezione della vita umana». Si chiede inoltre di adottare in tempi rapidi tutte le misure legislative necessarie «a proteggere adeguatamente la vita umana nell´applicazione delle scienze della vita» e a «proibire il ricorso a tecniche di ingegneria genetica che possano essere contrarie alla dignità umana». Si domanda poi ai paesi membri di prevenire «lo sfruttamento delle donne nell´applicazione delle scienze della vita». |
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