Articolo da "Il Corriere della Sera" del 7 novembre 2003
Passa la mozione dei Paesi islamici: nessun bando per la ricerca sulle cellule staminali

Clonazione umana: l’Onu boccia il divieto

Sconfitta a sorpresa la richiesta Usa. Tutto rinviato al 2005

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

NEW YORK - Schiaffo in faccia a sorpresa ieri alle Nazioni Unite per l’amministrazione Bush. Con uno dei voti più combattuti nella storia del Palazzo di Vetro, una commissione legale Onu ha deciso di rimandare di due anni qualsiasi decisione su una futura convenzione internazionale per proibire la clonazione umana.

Lo scrutinio, sul filo del rasoio (80 a 79, con 15 astensioni) ha adottato una mozione presentata dall’Iran a nome di 57 Paesi membri dell’organizzazione dei Paesi islamici che rinvia il dibattito al 2005, lasciando di fatto in sospeso la questione che ha visto il contrapporsi, spesso verbalmente violento, di due blocchi di nazioni.

Il primo, guidato dalla Costa Rica e appoggiato da più di sessanta Paesi cattolici e protestanti più conservatori, tra cui gli Usa e il Vaticano, si è battuto per un accordo internazionale che proibisse ogni forma di clonazione umana, inclusa quella terapeutica a scopi scientifici a partire dal prossimo anno.

Il secondo, capeggiato dal Belgio e cui hanno aderito Cina, Gran Bretagna, Giappone, Brasile e Sudafrica, auspicava un bando rapido della clonazione umana lasciando ai governi individuali la decisione «se» e «come» regolamentare quella terapeutica, nella convinzione che essa possa aprire delle prospettive per migliorare la salute dei malati e di tutta l’umanità. «Questo rinvio è la prova che i Paesi favorevoli a un bando parziale si sono resi conto che la loro posizione era in minoranza», ha commentato a caldo James Cunningham, numero due della delegazione Usa.

Il dibattito sulla clonazione è nell’agenda dell’Assemblea generale dal 2001, quando Francia e Germania sollecitarono l’adozione di un trattato internazionale che regolasse la materia resa scottante dai rapidi progressi della scienza. Da allora il bando degli esperimenti per clonare un uomo è un obiettivo condiviso da tutti i Paesi a livello internazionale. Ma incalzata dalla lobby anti-aborto, la Casa Bianca ha tentato di indirizzare il dibattito in una direzione osteggiata dalla stragrande maggioranza degli elettori Usa.

Durante il dibattito all’Onu i gruppi anti-abortisti hanno manifestato fuori dal Palazzo di Vetro, distribuendo ai passanti foto di feti e libretti sull’ingegneria genetica per sostenere la linea del bando totale.

A. Far.