Articolo da "La Repubblica " del 7 giugno 2006


Esperimento a scopo terapeutico: sarà finanziato solo da privati per aggirare i divieti della legislazione Usa
Harvard, annuncio choc degli scienziati "Proviamo noi a clonare embrioni umani"
"Non ci interessa creare un individuo fotocopia, ma ottenere una fonte di staminali"

ELENA DUSI
ROMA - Ora scende in campo anche Harvard. Dopo gli annunci comici della setta dei Raeliani e le truffe dello scienziato coreano Hwang Woo Suk, a misurarsi con il tentativo di clonare l´uomo arriva la corazzata delle università statunitensi.
Ieri l´Istituto per le Cellule Staminali dell´ateneo di Boston ha annunciato di voler procedere alla clonazione terapeutica di embrioni umani. I primi preparativi sono già stati avviati. L´obiettivo non sarà creare individui fotocopia (clonazione a scopo riproduttivo), ma ottenere una fonte inesauribile di staminali per compiere quella "rivoluzione in medicina" che le cellule bambine, capaci di trasformarsi in qualunque tipo di tessuto, promettono da anni. «Il nostro obiettivo – ha spiegato George Daley, professore di medicina ad Harvard – è ottenere embrioni clonando le cellule del paziente da curare, correggere i difetti genetici che sono alla base della malattia e reinserire le staminali sane nel corpo del paziente».
L´iniziativa di Harvard non è significativa solo dal punto di vista scientifico. L´università statunitense rinunciando ai finanziamenti pubblici e rastrellando denaro solo sul fronte dei privati punta ad aggirare la legislazione americana, una delle più restrittive al mondo in campo di bioetica. Il presidente George W. Bush approvò nel 2001 una norma che vietava l´erogazione di fondi pubblici per sostenere ricerche sulle cellule embrionali. Unica eccezione: ventidue linee di staminali già esistenti, nate da embrioni fecondati prima del 9 agosto 2001 e non più in grado di dare vita a una gravidanza, custodite in una dozzina di laboratori nel mondo.
Gli scienziati americani che intendono fare ricerca sulle cellule embrionali con fondi pubblici devono presentare richiesta a uno dei laboratori accreditati e farsi spedire le staminali. Oppure – come per la prima volta farà Harvard - rinunciare del tutto al finanziamento pubblico. Il risultato di questa norma: lo scorso primo giugno una commissione mista del Congresso americano ha annunciato i risultati di uno studio secondo cui gli Usa sono fra i paesi più arretrati nel settore della ricerca sulle staminali.
Il gruppo di Harvard si concentrerà in un primo momento sulla ricerca nel campo del diabete e delle malattie neurodegenerative come la sclerosi laterale amiotrofica o morbo di Lou Gehrig. «Sono due anni – ha spiegato ieri Steven Hyman in una conferenza stampa – che meditiamo questa decisione. Abbiamo chiesto pareri etici a otto istituzioni preposte al controllo scientifico e cinque comitati di valutazione per la ricerca sulle staminali». Il presidente dell´ateneo Lawrence Summers ha cercato di tranquillizzare gli animi: «Comprendiamo e rispettiamo le opinioni di chi si oppone a questo tipo di esperimenti. Ma crediamo che a giustificare la nostra scelta ci sia il dolore di innumerevoli bambini e adulti malati». Secondo le prime stime, per arrivare al traguardo non occorreranno meno di cento milioni di dollari e cinque anni di studi.

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