Articolo da "La Repubblica.it" del 20 maggio 2005


L'esperimento compiuto da ricercatori dell'ateneo di Newcastle,
che spiegano: "Serviranno per curare malattie". Ma è polemica
Creato embrione umano clonato
è la prima volta in Gran Bretagna

LONDRA - Ieri la clamorosa notizia dalla Corea del sud, dove per la prima volta sono state clonate cellule staminali su misura. E oggi un'altra notizia che riguarda le ultime frontiere della genetica, e che arriva dall'Inghilterra: ricercatori britannici dell'università di Newcastle hanno creato in laboratorio il primo embrione umano clonato in Gran Bretagna. Obiettivo della ricerca, mettere a punto embrioni "fotocopia" le cui cellule possano essere impiegate per curare diverse malattie.

In pratica, gli autori dell'esperimento hanno prelevato gli ovuli da undici donne, hanno rimosso il materiale genetico e lo hanno sostituito con il Dna prelevato da cellule staminali embrionali. Non si tratta di clonazione riproduttiva, sottolineano i ricercatori, una pratica fuori legge nel Regno Unito dal 2001.

Nello studio di Newcastle, tre degli embrioni clonati si sono sviluppati in laboratorio per tre giorni, e uno è sopravvissuto per cinque giorni. Sembra che la chiave del successo di questa operazione stia nella rapidità del prelievo e della manipolazione degli ovuli, come sottolineano Alison Murdoch e i suoi colleghi, autori dell'esperimento.

Il clone che è sopravvissuto più a lungo era stato raccolto e "lavorato" in 15 minuti. Le "cellule bambine" hanno la capacità di dare origine virtualmente a quelle di ogni tipo di tessuto e, in teoria, possono essere impiegate per rimpiazzare le cellule danneggiate da malattie come Parkinson e diabete. Per Murdoch, però, la strada della clonazione terapeutica è ancora lunga: "Stiamo parlando di questo da tempo, ma prima di poter avere a disposizione una terapia a base di staminali per curare i pazienti passeranno anni".

Ma anche in questo caso le polemiche non mancano. Ad esempio, commentando lo studio britannico - pubblicato su Reproductive and Biomedicine Online - Julia Millington della Prolife Alliance ha dichiarato che la clonazione e la creazione ex novo di embrioni a scopo di ricerca è "profondamente non etica".