Articolo da "La Repubblica" del 21 maggio 2005


Si apre il dibattito in tutto il mondo sul caso Seul. Schroeder: meno vincoli
Bush minaccia di porre il veto "Niente fondi a questa scienza"
Il cardinal Scola: a rischio la specie umana
Il presidente Usa "Mi preoccupa che la clonazione diventi accettabile"
Il governo di Zapatero si prepara a seguire l´esempio coreano e prepara una legge


ROMA - E´ «profondamente preoccupato» il presidente Bush di un mondo dove la clonazione può diventare pratica accettabile. Prova «una sensazione terribile» il cardinale Scola, patriarca di Venezia, di fronte alle notizie dei nuovi esperimenti: per lui è a rischio la specie umana. Ma se dalla Casa Bianca al Vaticano il no alla clonazione è senza appello, in Europa crescono i fautori della clonazione a scopo terapeutico, in Germania e Spagna si ammorbidiscono le posizioni, è la "tentazione Blair", una tendenza che fa già scommettere sul fatto che tra poco potrebbero cadere parte dei divieti.

«Sono molto preoccupato per la clonazione», ha dichiarato ai giornalisti il presidente americano, «mi preoccupa un mondo in cui la clonazione diventa accettabile. Sono un forte sostenitore della ricerca sulle cellule staminali ma ho già detto molto chiaramente al Congresso che sono contro l´uso di soldi del contribuente per promuovere una scienza che distrugge la vita per salvare la vita», ha ricordato Bush. «Perciò, se ci dovesse una legge in questo senso, metterò il veto».

Anche al Vaticano le nuove sperimentazioni suscitano preoccupazione, i risultati sudcoreani spingono il cardinale Angelo Scola ad una visione apocalittica: «Alle soglie del XXI secolo è in gioco una questione di vita e di morte per l´esistenza stessa di ogni specie animata. In senso letterale e non per modo di dire». A margine dell´inaugurazione dell´anno accademico Studium Marcianum, il patriarca di Venezia ha sottolineato: «Ho un´impressione terribile, questo espone per la prima volta il XXI secolo al rischio della sparizione della specie vivente».

Ma il fronte del no conosce anche delle crepe. La svolta coreana nella ricerca sulle cellule staminali ha riacceso il dibattito in Germania rafforzando i fautori della clonazione a scopo terapeutico. «Dopo i successi in Inghilterra e in Corea del sud il cancelliere vuole facilitare la ricerca sulla clonazione», così titola la Sueddeutsche Zeitung riferendo una presunta apertura di Gerhard Schroeder su un tema che in Germania resta ancora regolato dalla posizione restrittiva assunta dal parlamento. «Le cose non stanno cosi», ha detto il portavoce della cancelleria Bela Anda che aveva smentito una notizia riportata dalla Frankfurter Allgemeine, secondo cui Schroeder sarebbe orientato a cambiare in senso più permissivo la politica del governo sulla difesa degli embrioni. Tuttavia, ha aggiunto il portavoce, nel giro di due anni la normativa vigente in Germania verrà comunque sottoposta a verifica.

Intanto anche in Spagna il ministro della Sanità, Elena Salgado, ritiene che ci sia appoggio sociale sufficiente nel paese per giungere ad una legislazione che consenta la clonazione delle cellule, ma solo a fini terapeutici. Il ministro ha ricordato che in Spagna la clonazione realizzata in Corea non si può fare, tuttavia, ha detto, il governo «ha posto le prime basi» per cambiare la legislazione a fini terapeutici in presenza del «sufficiente consenso». Il direttore dell´istituto Sanitario Carlos III, Francisco Garcia, ha affermato che il ministero della Sanità sta già preparando la regolazione delle tecniche di clonazione nella nuova legge. Garcia ha precisato che grazie a ciò sarà possibile effettuare interventi come quello coreano.