dal nostro corrispondente
ANNA GUAITA
NEW YORK - Mentre il mondo occidentale si interroga con crescente disagio, in Oriente la ricerca sulle cellule staminali procede a passi da gigante. Oggi il Senato degli Stati Uniti comincia l'analisi di un progetto di legge che vorrebbe vietare ogni forma di clonazione umana. Ma in Cina una scienziata rivela di avere non solo clonato per prima un embrione a scopo terapeutico nel 1999, ma di avere da allora ripetuto il procedimento decine di volte. La signora Lu Guanxiu avrebbe dunque battuto di tre anni la Advanced Cell Technology, l'Istituto del Massachusetts che si credeva detenesse il primato.
La signora Guanxiu non sarebbe neanche l'unica ricercatrice cinese a lavorare in questo settore: secondo stime degli scienziati americani, almeno altri tre laboratori cinesi avrebbero la capacità di lavorare sulle cellule staminali.
E il predominio cinese non è che un segnale della determinazione dei paesi orientali, dove il dibattito etico è molto più semplice che non nei paesi dominati dalla morale cristiana. E' di ieri anche la notizia che il capo ricercatore del laboratorio scozzese che ha dato vita alla pecora Dolly, Alan Colman, ha accettato un lavoro a Singapore: «Ho sempre sognato di curare il diabete. E sono convinto che attraverso la ricerca staminale ci sono buone possibilità di riuscirci - ha spiegato -. Ora mi viene data la possibilità di tentare». Come Colman, anche due illustri ricercatori americani stanno navigando verso Est: i biologi Teruyko Wakayama e Anthony Perry sono stati assunti dal Riken Center di Kobe, in Giappone. Spiega Perry: «Qui negli Stati Uniti i fondi per la ricerca sono diminuiti perché il dibattito etico non è ancora stato risolto. A Kobe ci promettono libertà e finanziamenti». L'anno scorso il Giappone si è lanciato a capofitto nella ricerca terapeutica sulle staminali, stanziando cifre enormi e passando una legge che prevede la creazione di commissioni etiche che sorveglino contro abusi e aberrazioni. La legge prevede che si usino per la ricerca gli embrioni avanzati dalla procedure di fecondazione assistita, e solo con il permesso scritto dei "genitori".
Negli Stati Uniti il dibattito è ancora aperto: la Camera ha passato la scorsa estate una legge assolutamente negativa sulla ricerca staminale. Il Senato dovrebbe pronunciarsi nelle settimane entranti. Il presidente Bush ha promesso il suo sostengo alla ricerca lo scorso agosto, ma solo sulle linee di cellule staminali create prima di quella data. L'opinione pubblica è comunque su posizioni più aperte: il 75 per cento dei medici Usa si è detto pronto a usare i risultati della ricerca staminale per curare i propri pazienti.