Articolo da "Il Corriere della Sera" del 21 settembre 2003
Sessanta accademie delle scienze dicono no alla clonazione umana

Il Vaticano non firma: dissenso sulle staminali L’Italia valuterà il testo tra qualche giorno

ROMA - Al bando la clonazione riproduttiva umana. Lo chiedono alle Nazioni Unite più di sessanta accademie scientifiche di ogni continente, tra le quali l’Accademia delle scienze degli Stati Uniti, la Royal Society inglese e l’Accademia di Francia. Nel documento, tuttavia, mancano le firme dell’Accademia italiana dei Lincei e della Pontificia Accademia delle Scienze. Le accademie vorrebbero che l’Onu sottoscrivesse la messa al bando della clonazione umana. La presa di posizione è stata formulata in un documento che soltanto domani sarà reso pubblico attraverso l’InterAcademy Panel on International Issues (Iap), che ha sede a Trieste presso l’Accademia delle scienze del Terzo mondo. Le richieste avanzate dagli scienziati sono precise: da un lato sottolineano la necessità di porre un deciso stop alla clonazione riproduttiva, dall’altro chiedono che sia esclusa dal divieto la clonazione a fini terapeutici e di ricerca.

Il documento sarà presentato ai delegati della commissione sulla clonazione delle Nazioni Unite, convocata a New York fino al 3 ottobre. La commissione ha già considerato la possibilità di pubblicare una dichiarazione a sostegno del divieto alla clonazione.

Il rifiuto della clonazione umana ha le sue radici principalmente nelle questioni etiche ed economiche. Tuttavia la dichiarazione offre un elenco di possibili benefici derivanti dalla clonazione e parla di quelle cellule staminali embrionali che potrebbero essere utilizzate negli ambiti terapeutico e di ricerca. E’ questo passaggio, probabilmente, ad aver trovato il dissenso della Pontificia Accademia delle Scienze. L’Accademia dei Lincei, invece, valuterà il documento fra qualche giorno.