Articolo da "La Repubblica" del 28 agosto 2003
Un vivaio di 250mila cavie a disposizione della ricerca in un nuovo sito tecnologico

A Singapore la città dei topi un paradiso per gli scienziati
Così l´isola-stato vuole attirare investimenti da tutto il mondo All´interno pub e teatri

MYUNG SOON TERRANERA
Una Disneyland per gli scienziati di tutto il mondo. Un´area di libera ricerca dove è garantita l´emozione della sperimentazione e, nel migliore dei casi, della scoperta. L´ultima sfida di Singapore si chiama "Biopolis" ed è un complesso industriale per la ricerca e lo sviluppo biomediche, un parco dove l´attrazione principale è costituita da una miriade di topi: 250mila, a disposizione dei ricercatori, collocati in un sotterraneo posto sotto gli edifici del parco.

I 250mila topi saranno lì. Rinchiusi in gabbie dotate di tappetino appiccicoso anti-fuga e pronti per l´uso, anzi per l´esperimento. Pronti ad attrarre cervelli, e soprattutto soldi, da tutto il mondo. Il governo, infatti, vuole fare di Singapore un centro di eccellenza nel settore della ricerca scientifica. E non per motivi filantropici. Consapevole di non poter competere con il gigante cinese sul fronte dei prodotti labour-intensive, Singapore sta cercando di conquistare una fetta della nuova frontiera dell´economia: l´industria del biotech. Secondo quanto riporta il New York Times, il progetto "Biopolis" prevede la costruzione di sette edifici su un´area di oltre 185mila metri quadrati e costerà 286 milioni di dollari. Ma lo sforzo del governo di Singapore non finisce qui.

"Biopolis" non sarà un complesso di casermoni freddi e di laboratori asettici. Per abbellirlo e renderlo più umano, saranno costruiti pub, bar, internet caffè e perfino un teatro. Il "parco di Topolino", come è stato ribattezzato da Philip Su, vicedirettore generale della Jtc Corporation (la società governativa incaricata della costruzione), è stato ideato per rendere più semplice la vita degli scienziati, ma anche per attrarre normali cittadini e turisti curiosi. Dopo una giornata trascorsa a fare esperimenti, i ricercatori non saranno costretti a percorrere tanta strada per bere una birra o mangiare un gelato. I turisti che hanno già visto tutto di Singapore potranno andare a prendersi un caffè a due passi dai laboratori dove i cervelli di tutto il mondo lavorano a progetti che, forse, cambieranno la sorte dell´umanità.

Rendere "Biopolis" un affascinante parco per scienziati, e non solo, è un impegno al quale il governo di Singapore si sta dedicando in ogni modo promettendo, ad esempio, incentivi e sovvenzioni alle aziende che stabiliranno nel parco i loro centri di ricerca. È un impegno che rientra nel più ampio disegno per rilanciare l´economia, a partire dal settore farmaceutico e delle biotecnologie.

Da anni considerata come una delle città più ricche e all´avanguardia nel settore della tecnologia, Singapore si trova a fare i conti con la crisi nel settore dell´elettronica e con lo spettro della disoccupazione. La manodopera cinese sta, di fatto, erodendo fette consistenti di mercato a tutti i paesi vicini, Singapore in testa. Il governo stesso ha lanciato l´allarme: il tasso di disoccupazione, che ora si trova al 4,5 per cento, potrebbe toccare il 5,5 per cento, il più elevato dal 1987. Di fronte all´avanzata dei più convenienti lavoratori cinesi, il governo ha individuato una via d´uscita nel settore del biotech. Nel 2000 ha definito le biotecnologie "quarto pilastro" dell´economia e il ministero per la Scienza, la Tecnologia e la Ricerca ha stanziato oltre 200 milioni di dollari per finanziare gli studenti che si specializzano in Biomedicina. Anche il parco "Biopolis", alla luce di una fredda analisi costi-benefici, appare per quello che è: un abile tentativo per attrarre investimenti. Così, i 250mila topi del "parco di Topolino" hanno un compito in più: oltre a fare da cavie, devono aiutare il governo a risollevare l´economia di Singapore.