| NATI IN FRANCIA Clonati ratti Saranno laboratori viventi Due maschi e due femmine: sono i primi ratti clonati; sono fertili e stanno bene. Sono nati in Francia grazie a sofisticate tecniche di biotecnologia messe a punto da Qi Zhou presso l’Institut National de la Recherche Agronomique di Jouy en Josas e saranno particolarmente utili per lo studio di molte malattie umane come diabete e ipertensione. Fino ad ora, non si era riusciti a clonare ratti perché gli ovociti, cioè le cellule uovo si attivano appena un’ora dopo il loro prelievo, ostacolando il trasferimento di materiale genetico necessario per la clonazione. Un problema risolto adesso con l’aiuto di un farmaco. I ratti rappresentano il 25% degli animali da laboratorio, tanto che molte «famiglie» sono ormai usate da 50 anni come modelli per studiare malattie croniche o acute, perchè fisiologicamente più simili all’uomo, ma anche per le più grandi dimensioni rispetto ai topi. Grande taglia significa, precisa lo studioso Alexandre Fraichard, tessuti ed organi più grandi su cui sperimentare e, quindi, un minor numero di animali da usare. Inoltre su di essi è possibile studiare contemporaneamente più funzioni del corpo, come sonno, respirazione e funzionalità cardiaca. «Ora - conclude Fraichard - potremo lavorare su modelli che riproducono le malattie umane come il Parkinson, l’ipertensione, l’Alzheimer, l’arterosclerosi, l’artrite, le malattie polmonari ed i trapianti». Il prossimo obiettivo dei ricercatori è generare ratti clonati con modificazioni genetiche precise, per esempio con lo spegnimento di un gene di interesse o con linserimento di geni umani, anche per ottenere nuovi modelli per studiare nuovi farmaci. |
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