Articolo da "La Repubblica" del 15 settembre 2003
L´annuncio del neurologo olandese Michel Ferrari a un congresso in corso a Roma. Il malessere più diffuso del pianeta
Creato il topo con l´emicrania nuova arma contro il mal di testa
"Saremo in grado di controllare le reazioni ai fattori che di solito stimolano gli attacchi"

EUGENIO OCCORSIO
ROMA - Dopo aver aiutato il loro lontano parente homo sapiens in tutti i modi, impazzendo per suo conto per verificarne le conseguenze, simulando i tumori più terrificanti o riproducendo le forme più esasperate di corteggiamento, i topi da laboratorio ora saranno utili in un altro modo ancora: il neurologo Michel Ferrari del Centro medico dell´università olandese di Leiden ha annunciato di aver selezionato in laboratorio un topo "predisposto" per il mal di testa. Da lui, i ricercatori si aspettano indicazioni preziose per combattere il malessere più diffuso del pianeta, che affligge in un modo o nell´altro il 90 per cento dell´umanità, e almeno il 10-15% in modo pesante ed invalidante. Nelle sue forme più perniciose e tenaci, l´emicrania colpisce, tanto per fare un esempio, 6 milioni di italiani, e quote ancora più alte di popolazione degli altri paesi industrializzati.

Ha spiegato lo stesso Ferrari nel dare l´annuncio, durante il Congresso internazionale sulle cefalee in corso a Roma: «Visto che ormai sono stati identificati i geni umani connessi con l´emicrania, abbiamo pensato che il modo migliore per verificare il funzionamento di questi geni fosse vederli in azione: da qui l´idea del topo geneticamente modificato». A chi gli eccepiva la differenza, come dire, di sensibilità, fra uomini e topi, Ferrari, che è anche presidente della Società internazionale delle cefalee, ha risposto: «La forte componente genetica è la base necessaria a far sviluppare il disturbo quando qualche fattore che interviene dall´esterno lo provoca. Instillando nei topi i geni umani, ora potremo controllare analiticamente le reazioni, uno ad uno, a questi fattori che di solito stimolano l´attacco, cercando altresì di capire bene le interconnessioni fra geni e ambiente». La novità insomma sembra aprire prospettive insperate ai farmaci biotecnologici, cioè basati su un intervento diretto sul Dna, rispetto a un problema contro il quale oggi le medicine sono spesso impotenti: solo nel 50% dei casi riescono a prevenire o intervenire efficacemente sul mal di testa».

Il congresso romano è stato utile per mettere a fuoco ancora una volta le dimensioni del problema. E´ emerso per esempio che più del 50 per cento delle persone colpite da un improvviso attacco di emicrania smettono di lavorare, annullano una riunione, rinviano un viaggio, a testimonianza della gravità del malessere. E´ stato denunciato il pericolosissimo uso di farmaci che non c´entrano nulla per liberarsi del problema, e anche di prodotti come gli antiepilettici che non sempre sono indicati. E sono uscite anche inquietanti statistiche sul mal di testa dei bambini: frequentissimo, colpisce anche i più piccoli, che oltretutto non sanno neanche spiegare bene cosa gli succede. A loro, sarà difficile propinare la solite raccomandazioni: «Evitate lo stress, non accumulate gli impegni, non bevete troppo, non fumate...»

Infine, ad una vittima celebre del mal di testa, Giorgio De Chirico, è dedicata una mostra aperta in contemporanea al congresso, al Circolo Brutium. Il titolo è emblematico: "Artemicrania".