Articolo da "La Repubblica "
del 13 dicembre 2005
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Esperimento
di un gruppo di scienziati di San Diego. L'iniezione
di
cellule umane nell'animale non muta la struttura neurologica
Cellule
umane nel cervello del topo
per
studiare il morbo di Parkinson
di LUIGI
BIGNAMI
MILANO -
Un topo con una piccola quantità di cellule umane prese dal cervello
dell'uomo. L'esperimento è stato fatto da un gruppo di ricercatori del
Salk Institute di San Diego (Stati Uniti), che oggi ne hanno dato
l'annuncio. Lo scopo è quello di studiare - grazie a questo modello
eccezionale - il morbo di Parkinson e di cercare nuove cure al male.
Guidato da Fred Gage, il gruppo di ricercatori ha iniettato in un
embrione di topo circa 100.000 cellule embrionali dell'uomo. Alla
nascita esso possedeva lo 0,1% di cellule cerebrali di tipo umano,
troppo poche - sostengono i ricercatori - per "umanizzare" il topo in
questione.
"L'esperimento
ci ha permesso di scoprire che l'iniezione di cellule staminali umane
non ha cambiato la struttura del cervello del topo", ha spiegato Gage.
Dopo tutto, sostiene il ricercatore, il topo possiede il 97,5% di geni
simili a quello dell'uomo.
"Il
pericolo arriverebbe se si tentasse di 'umanizzare' troppo l'animale,
ma non penso che i ricercatori arriverebbero a tanto", ha spiegato
David Magnus, direttore dello Standard Medical Center for Biomedical
Ethical. Ora i ricercatori cercheranno di indurre nel topo la malattia
di Parkinson e di trovare un modo efficiente per guarirlo con
l'utilizzo di cellule staminali.
Quella
di Parkinson è una delle malattie del cervello più diffuse e interessa
pazienti di età media compresa tra i 45 e i 60 anni di entrambi i
sessi. Una delle strade che oggi vengono seguite per guarire la
malattia è proprio l'uso delle cellule staminali e Gage si propone di
capire quando andrebbero iniettate nel paziente. Al momento infatti,
esperimenti di questo genere non sono mai stati fatti sull'uomo perché
ancora poco si conosce su ciò che potrebbe accadere da una simile
iniezione. "E' questo il motivo che ci ha spinto all'esperimento,
accelerare una soluzione che sappiamo importante, ma che al momento non
riusciamo a sperimentare". Se la ricerca darà una risposta
interessante, i ricercatori sono pronti per inserire cellule umane
anche nel cervello delle scimmie.
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