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C'è la Bse, bovina e umana, che è arrivata dall'incosciente uso delle farine animali; dagli allevamenti intensivi e dalla loro logica di massimo rendimento con minimo costo; c'è un sistema folle di sfruttamento animale e c'è una persistente incoscienza umana verso le irreversibili alterazioni ambientali che da questo derivano ... ci sono tante altre brutte cose, ma non importa; se il farinaccio di carniccio ha fatto impazzire la mucca, noi faremo la mucca carniccio-resistente; quella che non impazzisce mai! La logica è buona, il sistema è salvo. |
Laboratorio di tecnologia della riproduzione di Porcellasco, frazione di Cremona. Qui Cesare Galli, padre di Galileo, primo toro replicante e cugino della pecora Dolly, sta cercando di clonare un bovino resistente a mucca pazza. Il 23 gennaio 1999 Galli annunciò al mondo di aver clonato Galileo. Ma il figlio venne posto sotto sequestro dai Nas e il padre messo sotto inchiesta con l'accusa di aver violato le disposizioni governative sulla ricerca. Il primo è tornato libero nei campi, il secondo, del tutto scagionato, al suo lavoro. E da gennaio, custodendo forse per scaramanzia nella valigetta ventiquattrore il recente decreto con cui il ministro Sirchia sdogana le manipolazioni genetiche, ha cominciato gli esperimenti per far nascere in laboratorio la super mucca. Sarà un'operazione complessa, più complessa che con Galileo dice Galli. La prima fase della ricerca punta all'isolamento di cellule di bovini alle quali, modificando il codice genetico, si cerca di togliere il prione, la proteina che impazzendo innesca la Bse; le cellule prelevate dalla pelle dell'orecchio del donatore, una volta isolate verranno mandate all'Istituto Roslin di Edimburgo; qui verranno trattate e rispedite in Italia al mittente perchè l'embrione cresca nell'utero di una madre surrogata. Venuto alla luce sul Po, il clone, riprenderà il ping pong con Edimburgo. Il vitello senza prione a prova di mucca pazza verrà chiuso a doppia mandata in alcune speciali camere ad alta sicurezza, dove lo stretto parente di Dolly e Galileo sarà infettato artificialmente e tenuto a lungo sotto controllo per verificare la resistenza alla Bse. Se tutto va bene, azzarda Galli, avremo il primo clone nel giro di due anni Quel giorno la super mucca andrà ad infoltire la variopinta tribù di replicanti che affolla la piccola stalla comunicante con il centro di ricerca. Accanto ad una dozzina di bovini normali, ruminano una timorosa vitellina clonata da un mese e due tori bianconeri gemelli del padre, il campione Emtoto in testa alla classifica, elaborata sulla base di rigidi parametri, inclusa la quantità di latte prodotto dalle femmine fecondate con il seme del fuoriclasse. Applicazioni: farmacologiche; molti medicinali sono ricavati da bovini sottoposti a test in grado di escludere la presenza della Bse al 95%; manca la sicurezza assoluta che invece, dice Galli potrebbero garantire allevamenti ad hoc di animali clonati. Non si azzarda molto sulle sterminate mandrie di cloni pronti per la macellazione per darci la bistecca da mangiare tutti i giorni; ma in linea teorica non si può escludere.... |