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laboratorio guidato da Cesare Galli Clonazione, a Cremona nascono 14 maialini La cucciolata sarà utile per ricerche sull'impiego di cellule staminali embrionali da cloni nella cura delle malattie CREMONA
- Dopo il toro Galileo e la puledra Prometea, i quattordici maialini.
E' il risultato del nuovo esperimento di clonazione realizzato nel
Laboratorio di Tecnologie della riproduzione di Cremona dal gruppo
guidato da Cesare Galli. Il quale ha spiegato che la cucciolata «sarà
utile a ricerche su un possibile impiego delle cellule staminali
embrionali da cloni nella cura delle malattie». A differenza di Galileo
e Prometea, i maialini non hanno un nome. «Sono troppi, abbiamo
rinunciato - ha detto Galli - usiamo dei numeri per chiamarli». I
piccoli stanno bene. Tra i
progetti di Galli c'è quello cofinanziato dalla European Science
Foundation e dal Cnr, del quale lo scienziato è coordinatore, sui
«Nuovi approcci per la ricerca sulle cellule embrionali staminali
animali». Il progetto, che coinvolge sei laboratori in quattro nazioni
europee, si propone di studiare le staminali embrionali ottenute da
embrioni clonati, cioè prodotti con la tecnica del trasferimento di un
nucleo somatico in un ovocita enucleato, oppure tramite l'utilizzo di
estratti cellulari capaci di riprogrammare direttamente le cellule
somatiche differenziate trasformandole in staminali embrionali. «Lo scopo - spiega Galli- è quello di sviluppare dei modelli animali di grossa taglia, come il maiale o la pecora, che consentano di verificare le caratteristiche cellulari e molecolari delle cellule embrionali staminali clonate in diverse specie animali. Inoltre, poiché il maiale in particolare, per anatomia e fisiologia è una specie molto vicina alla nostra, questo progetto contribuisce indirettamente alla ricerca sullo xenotrapianto». |
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