All'Università di Teramo si cerca di clonare le specie in via di estinzione. Ben triste consolazione, considerato che le specie si estinguono soprattutto perchè viene inesorabilmente ed irreversibilmente distrutto il loro habitat.
Ma ai clonatori, ultima schiera di specialisti funzionali al trend dei tempi post moderni, questo non tocca. Fanno il loro mestiere, ogni tanto con qualche pallido dubbio... "credo sia giunto il momento di tornare a fare ricerca di base...", dice qui accanto il dott. Loi; ... per clonare meglio? Oppure ...ricominciaamo. ricominciamo???

Da "La Repubblica" del 27 maggio 2002

E´ critico Pasqualino Loi, lo scienziato che per primo ha "doppiato" un muflone

"Troppi quesiti senza risposta la ricerca ricominci daccapo"
Bisogna capire davvero quel che si fa

TERAMO - «Oggi sulla clonazione dobbiamo fare un passo indietro: bisogna fermarsi, e capire cosa stiamo facendo».

Nella ristretta cerchia dei "clonatori", Pasqualino Loi potrebbe essere considerato una star. Nel 2001, assieme alla moglie, l´embriologa Grazyna Ptak, è riuscito dove tutti gli altri avevano fallito. Estraendo il Dna dalle cellule di un muflone appena morto, ha realizzato il primo, e per adesso l´unico, clone di un animale selvatico sopravvissuto oltre i dieci mesi di vita. Eppure il suo giudizio sull´attuale qualità scientifica degli esperimenti di clonazione è critico.

Professor Loi, lei parla della clonazione come di un procedimento incerto, tutto da perfezionare.

«La clonazione da cellule adulte è ancora talmente empirica che credo sia giunto il momento di tornare a fare ricerca di base. Nasce l´animale, e non sai bene perché. Muore l´animale, e non sai bene perché. Noi lo abbiamo visto molto bene con la nostra esperienza, che, dopo Dolly, è l´unica su pecore. Ecco perché qui a Teramo, assieme a Barbara Baroni, Paolo Berardinelli, Mauro Mattioli e gli altri colleghi del dipartimento di biotecnologie, vogliamo affrontare l´argomento partendo veramente dall´inizio, capendo quali sono i meccanismi che regolano lo sviluppo dell´embrione entro le prime 24 ore».

E in che direzione state "guardando" per capirlo?

«Stiamo cercando di tracciare i meccanismi molecolari di controllo dei processi differenziativi iniziali, e ci stiamo concentrando su uno in particolare. Nella fecondazione naturale, l´incontro tra spermatozoo e ovulo fa scattare alcuni meccanismi che "aprono" o "chiudono" determinati geni, mentre nella clonazione questo non succede. In altri termini, stiamo cercando di avere un parametro di normalità dell´embrione nelle fasi immediatamente successive alla fecondazione».

(c.d.gio.)