| L'incrocio tra un cocker e un barboncino diventa il cane perfetto se si chiama "cockapoo" e lo si vende a 3.000 dollari America: è di moda il design-dog ma in Italia è solo un meticcio Gli esperti: "E' solo una truffa colossale, meglio il bastardino" di CRISTINA NADOTTI Alcuni negozi di animali e soprattutto siti internet specializzati stanno mettendo in vendita, con grande clamore pubblicitario, quelli che definiscono i "cani perfetti". Niente di nuovo, e nessun esperimento genetico, anche se dietro i "cani di design" si cela un commercio inquietante. Alcuni allevatori fanno accoppiare un barboncino (in inglese il "doodle") con un labrador e ottengono un "labradoodle", oppure con un cocker spaniel e ottengono un "cockapoo". Gli esperti, come il direttore della rivista Dogs Fancy Allan Reznik, non usano mezzi termini e li definiscono "una truffa da milioni di dollari" visto che la gente paga fior di quattrini per un ibrido fatto in casa, non riconosciuto da nessuna associazione cinofila e privo di pedigree. C'è poi un altro aspetto della questione, di tipo morale: perché pagare fior di quattrini per un bastardino, quando ce ne sono tanti nei canili che attendono di essere soppressi? Se questa considerazione può valere anche per i cani di razza, e da tempo le associazioni di difesa degli animali spronano ad adottare i randagi, piuttosto che a riempire le tasche degli allevatori professionisti, nel caso dei "cani di design" l'aspetto etico è ancor più importante. Il successo dei labradoodle o dei cockapoo è tale che in molti si sono improvvisati allevatori e Dog Fancy denuncia l'esistenza di "fabbriche di cani", dove le femmine sono tenute in condizioni orribili e fatte accoppiare in continuazione, finché sono sfinite e vengono soppresse. Non sempre nel modo più indolore possibile. Se si riesce a lasciare da parte il risvolto triste della faccenda, la vicenda in sé fa davvero sorridere, e non la si immagina altrimenti che in America. Le foto degli "schnoodle" (schnautzer e barboncino) o dei "maltipoo" (maltese e immancabile barboncino) assomigliano tutte al cane che si è visto in giro per strada o al superstite della cucciolata che un amico ha tenuto dopo che la sua femmina con pedigree era sfuggita al suo controllo. Magari basta mettergli un'etichetta, trovare un nome altrettanto accattivante e il gioco è fatto: è la vecchia regola del commercio. |
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