Articolo da "La Repubblica" del 21 agosto 2005

Addio ai cagnolini elettronici, ora l'industria punta sulla sicurezza
L'ultimo nato, Roborior, è una suppellettile con occhi e sensori
Io, robot: praticamente un guardiano
La sicurezza in casa affidata a Roborior

di CRISTINA GIUDICE
Si chiama Roborior, acronimo di "robot" e "interior", a sottolineare la nuova fusione fra robotica e interni. È alto 26 centimetri, sembra una lampada dal design futuristico, tondeggiante e illuminata in varie tonalità di viola, blu, verde e arancio ed emette strani suoni gorgoglianti. La forma e i colori ricordano quelli di una medusa, ma in realtà si tratta di un sistema d'allarme dotato di occhi e sensori a raggi infrarossi che gli permettono di identificare la presenza di estranei in casa.

Il nuovo congegno nato in Giappone può essere lasciato da solo nell'appartamento e sarà capace di comunicare con i padroni di casa per informarli di eventuali ospiti indesiderati. Impostando la modalità di "house-sitting", grazie ad un sistema che lo connette direttamente al telefonino, il robot indica la presenza di intrusi con un segnale acustico, ma può anche inviare sul videofonino le immagini di ciò che succede fra le mura domestiche. Un controllo a distanza dà la possibilità di far muovere le ruote su cui è montato in avanti, indietro, a destra o a sinistra e di far ruotare l'angolo della telecamera digitale montata sulla sfera.

Negli ultimi anni la sicurezza delle nostre case è diventato un problema particolarmente sentito e, sia in Giappone che negli Stati Uniti, i sistemi di controllo delle proprietà sono sempre più avanzati. Elicotteri che sorvolano gli edifici e sorvegliano i dintorni con telecamere, robot che sostituiscono le guardie di sicurezza, lasciapassare biometrici all'ingresso di porte blindate, visitatori sottoposti ad un esame dell'iride. E poi, all'interno, computer e personale di sicurezza che controllano l'identità degli ospiti. La buona notizia è che tutto questo non è più esclusivo appannaggio di edifici governativi o di siti sensibili, ma potrebbe diventare realtà quotidiana alla portata di tutti.

L'offerta di prodotti sul mercato è sempre più vasta e anche i sistemi tecnologicamente più complicati sono ormai semplici da usare. Basta spingere un pulsante per impostare il robot sulla modalità "vacanze" e "ricorderà" da solo, anche quando i padroni non sono in casa, quelli che sono i loro spostamenti abituali, registrati precedentemente, per segnalare così movimenti sospetti.

Il primo robot da casa nipponico, su quattro zampe e delle dimensioni di un grosso cane, con scopi di sicurezza domestica, fu Banryu, cioè "drago da guardia", ed era capace di sentire l'odore di fumo che potrebbe precedere un incendio. In Giappone le agenzie di sicurezza utilizzano un robo-poliziotto chiamato Alskok che illumina gli intrusi con i raggi infrarossi e poi li spruzza con una pistola a vernice in modo che i poliziotti possano identificarli più facilmente. Oppure, per 2.700 dollari al mese (circa la metà di quello che costerebbe una guardia umana) i clienti possono affittare Robot X, un congegno di 118 chili, un metro di altezza, che si muove su 6 robuste ruote ed è capace di intercettare un intruso grazie ai suoi rilevatori di movimenti. Lo avvolge poi in una densa nube di fumo, ovviamente non tossico, emettendo allarmi preregistrati e lo insegue a una velocità di 10 chilometri all'ora.

Sembra dunque che i giapponesi abbiano applicato alla realtà il frutto della fantasia dello scrittore russo Isaac Asimov, uno dei più prolifici autori di letteratura di fantascienza, che all'inizio della sua raccolta di racconti "Io, robot" inserì le prime tre leggi della robotica prese dal Manuale che aveva ideato. La prima recita: "Un robot non può recare danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno". Legge che trova perfetta applicazione con l'ultimo nato, che non solo non reca danno agli umani, ma potrebbe rivelarsi un valido sostituto di baby-sitter, dog-sitter e allarmi per la sicurezza delle nostre abitazioni.

La casa produttrice Tmsuk Co., che ha realizzato Roborior in collaborazione con la Sanyo Electric, è certa del successo dell'iniziativa, e ha già cominciato a raccogliere le prenotazioni. La distribuzione dovrebbe iniziare a settembre, con tremila esemplari che, almeno per ora, saranno venduti solo in Giappone, al prezzo di circa 2.600 dollari. La speranza adesso è che il successo e la diffusione dei nuovi agenti di sicurezza portino una diminuzione dei prezzi, in modo che l'alta tecnologia sia disponibile anche per la classe media. E chissà allora che, come nelle migliori saghe di fantascienza, il robot diventi il nuovo "migliore amico" dell'uomo, mandando in pensione il vecchio cane da guardia.

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