Articolo da "La Repubblica" del 12 maggio 2004

Si apre oggi a Bologna "Exposanità", una fiera di prodotti utili ai sette milioni di italiani con handicap permanenti o temporanei
Mani al silicone, gambe elettroniche al nuovo mercato del corpo biotech
C´è l´auto che si guida con un joystick e la carrozzella per sciare
I vecchi mezzi sono pezzi da museo: ora diventa facile persino essere un atleta
L´aspetto psicologico, soprattutto dei piccoli, viene considerato al pari di quello fisico
Alle volte vengono trascurati i particolari più banali: come si fa a scolare la pasta?

JENNER MELETTI
BOLOGNA - Il «sommergibile» è ovviamente giallo, e dall´oblò si vedono i pesci e le onde del mare. È un gioco che sembra uguale ai mille altri che sono disseminati nei parchi pubblici. E invece Yellow Submarine è «il primo gioco per tutti i bambini, ma proprio tutti». Sul retro c´è infatti una pedana che permette anche a un bimbo in carrozzella di entrare e di immaginare di essere dentro al mare. Un´idea piccola, ma che permette di stare assieme agli altri anche a chi, fino a ieri, era costretto solo a guardare.

C´è molta attenzione, alla 14a edizione Exposanità che si apre oggi, ai problemi dei disabili di ogni età. I bambini, prima di tutto. La tecnologia è indispensabile, ma non sufficiente. C´è la nuova mano in silicone, del peso di 350 grammi, «dotata di sensori integrati, di attuatori e di trasmissione collocati all´interno della mano stessa». C´è il nuovo ginocchio elettronico, dello stesso tipo di quelli che sono stati messi nelle gambe di Alex Zanardi. «Ma quando si deve applicare una protesi a un bambino - dice Piero Proni, ideatore di Exposanità - i problemi psicologici non sono meno gravi di quelli tecnici. Credo che la strada giusta sia stata imboccata al centro protesi Inail di Vigorso di Budrio. Qui, ai bambini in attesa di protesi, i primi sensori applicati sono collegati a un trenino elettrico. «Ora puoi comandare il trenino con il pensiero», spiegano. «Sempre con il cervello potrai poi dare ordini a una mano o una gamba. Tu non avrai un braccio di carne e ossa, ma gli altri bambini riescono a muovere un trenino con il pensiero?».

In Italia, sono più di sette milioni le persone con handicap permanenti o temporanei. Grandi numeri, dunque, che spiegano l´interesse delle imprese in questo settore. Si cerca di produrre ogni mezzo che aiuti anche la mobilità del disabile. La vecchia carrozzina, del peso di 15-20 chilogrammi, è ormai da museo. Ora questi mezzi pesano meno di cinque chilogrammi, e sono dotate di motori elettrici. Ci sono poi le carrozzine per l´atletica, il basket, ed anche per lo sci. Due case automobilistiche, la Fiat e la Volkswagen, producono macchine in serie per chi ha un handicap. Molte imprese sono invece impegnate nella trasformazione. «Ho cominciato ad allestire auto e furgoni - dice Renzo Cosenza della Handjtech di Moncalvo - per aiutare un amico che aveva avuto un incidente stradale. Ora ci siamo specializzati». Non tutte le tasche sono uguali anche nel mondo dell´handicap, e la ditta di Moncalvo propone allora un Mercedes Cdi V 220 attrezzato come un´astronave. L´utente si avvicina in carrozzella, con il telecomando fa aprire la portiera laterale e scendere una passerella. Su apposite guide, la persona arriva al volante, restando seduto sulla carrozzella speciale. «Il sistema di guida è personalizzato: possiamo dire che cuciamo l´auto addosso alla persona». Il Mercedes si può guidare con un joystick, leva indietro per accelerare, avanti per frenare. La direzione si decide girando la leva a destra o sinistra. Frecce e clacson si azionano con il capo, premendo sensori collocati nel poggiatesta. Servono trenta - quarantamila euro per un equipaggiamento di questo tipo. «Ma per poter fare guidare una Polo a un paraplegico bastano 3.000 euro, per installare acceleratore, freno e frizione elettromeccanici».

L´industria pensa anche alle vacanze, proponendo camper appositamente progettati o riattati. Con un´apposita imbragatura, su uno di questi, la persona si fa portare in bagno, in cucina o al posto di guida. Al centro Inail di Vigorso (ogni anno accoglie 7500 pazienti, di cui il 65% infortunati sul lavoro, il 30% invalidi civili) quest´anno è stata trasformata anche una motocicletta Ducati, perché possa essere guidata da un appassionato che ha perso la gamba sinistra. Il centro ha fornito una protesi che garantisce sicurezza e comfort alla guida, e la Ducati ha realizzato alcune modifiche alla moto, come il freno posteriore manuale, leva cambio a destra, stampella laterale ad azionamento automatico.

Ma il disabile trova ostacoli anche fra le mura di casa. Per questo, a Bologna, è stata allestita una «Casa deficiente». «Si costruiscono cucine nelle quali il disabile con un comando a voce accende o spegne il gas sotto una pentola, ma nessuno si chiede come farà a scolare gli spaghetti. Senza buon senso, la tecnologia serve a ben poco».