| LE NUOVE FRONTIERE DELL'INGEGNERIA MEDICA Un po' di cellule, una stampante e nasce il tessuto organico ROMA. Volete un tessuto organico artificiale? Premete 'print', e una stampante opportunamente modificata costruirà ciò di cui avete bisogno. La stampa di tessuti - su cui la rivista statunitense 'New Scientist' ha pubblicato un servizio - viene considerata dai suoi inventori un'innovazione paragonabile a quella portata dalla stampa a caratteri mobili ideata da Gutenberg. Il funzionamento di questa tecnica di ingegneria medica - sviluppata negli Usa da due università del Sud Carolina - è semplice e geniale. Quando si stampa un normale documento, la testina della stampante distribuisce sulla carta l'inchiostro secondo uno schema definito. Gli scienziati - partendo da una comune stampante da ufficio - hanno sostituito all'inchiostro una soluzione organica contenente cellule e alla carta un gel biodegradabile appositamente studiato. Hanno poi riprogrammato il software della macchina, e sono riusciti così a creare uno strato di cellule disposte ordinatamente. Stampando e unendo diversi strati si ottiene una porzione di tessuto tridimensionale, definito nei dettagli più microscopici. Disponendo di tipi di cellule differenti- come se fossero diversi colori - si possono ottenere strutture più complesse. L'utilità di questa tecnica può essere fondamentale per la scienza medica di domani. I ricercatori - per voce di Vladimir Mironov e di Anthony Atala - affermano che il punto di arrivo sarà la costruzione di interi organi, ma avvertono che non sarà una strada facile. Le applicazioni più immediate riguardano invece lo studio dell'interazione di certi farmaci sui tessuti interessati dalla loro azione, come parti di organi. Esistono già altre tecniche per la costruzione di tessuti, ma nessuna ha le doti di velocità della stampa: «I pazienti non possono permettersi il lusso di aspettare - dice Mironov - In due ore possiamo stampare un tessuto spesso cinque centimetri, costruendo anche il sistema vascolare», afferma lo scienziato, il quale aggiunge: «un rene, per esempio, è spesso cinque centimetri». |
||