| Biotech, le nanoparticelle conquistano rossetti e creme solari Più resistenti i primi, più potenti le seconde grazie all'ingegneria genetica. Ma non tutti sono d'accordo Palline delle dimensioni del miliardesimo di metro costruite in laboratorio: sono le nanoparticelle, che presto potrebbero far nascere vetri autopulenti e camicie che non devono essere stirate. Ma restano i rischi di tipo tossicologico Biotech, le nanoparticelle conquistano rossetti e creme solari Rossetti piu' resistenti, creme solari sempre piu' potenti ma anche camicie che non fanno una piega. Le nanoparticelle conquistano prodotti di uso comune. Ma non tutti sono a favore. ''Alcuni prodotti di vari settori merceologici che utilizzano nanoparticelle a mio avviso dovrebbero essere vietati. Penso, per esempio, a certi tipi di rossetti o creme solari. Ad oggi, gli studi non ci sanno dire se sono dannosi''. Lo ha detto Fabrizio Fabbri, dell'Associazione internazionale medici per l'ambiente, a margine di un congresso sull'ingegneria genetica dal titolo 'Scienza e societa'' organizzato dal Consiglio dei diritti genetici, in collaborazione con la Regione Toscana. ''Le nanoparticelle, che sono palline delle dimensioni del miliardesimo di metro costruite in laboratorio - ha spiegato Fabbri - vengono utilizzate per garantire migliori prestazioni ai prodotti: rossetti piu' lucidi e duraturi, creme abbronzanti piu' potenti, ma anche vetri autopulenti e camicie che non debbono essere stirate. Al momento, l' applicazione commerciale di questi prodotti non garantisce totalmente il consumatore. Ci sono rischi, anche di carattere tossicologico, nell' uso e nella produzione, che non sono stati valutati appieno''. ''Le nanobiotecnologie - ha continuato Fabbri - hanno grandi potenzialita' commerciali, ma all' accelerazione della ricerca per immettere i prodotti sul mercato non ha fatto seguito un' adeguata analisi del rischio''. ''Sulle etichette dei prodotti - ha concluso Fabbri - a volte c' e' un riferimento alle nanoparticelle, ma un sondaggio dell' Swg di Trieste ha rivelato che solo il 19% degli italiani sa cosa sia la nanotecnologia, cioe' la disciplina che studia e progetta le nanoparticelle. Quindi, la gran parte delle persone ignora i rischi che comporta l' uso di quei prodotti'' |
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