Articolo da "La Repubblica" del 22 aprile 2003
Dà il benvenuto ai clienti. Espansivo, educato e pieno di memoria. È alto un metro e venti, il suo nome ricorda il maestro della fantascienza. Ed è già una star
Ai grandi magazzini di Tokyo il robot Asimo diventa commesso

Cammina, conversa e tiene a mente tutte le facce. Ma non è di proprietà di nessuna azienda. Costa troppo e quindi può soltanto essere affittato

Il suo collega è una specie di dinosauro a quattro zampe con compiti di sorveglianza: spedisce ciò che vede al cellulare del padrone

RICCARDO STAGLIANO´
ROMA - Non si è mai visto un omuncolo di plastica e chip tanto espansivo. A ogni cliente che, da ieri, entra nel grande magazzino Takashimaya di Tokyo, il robot Asimo fa un sacco di feste. Dà il benvenuto, alza le braccia tozze in segno di saluto e archivia l´immagine della faccia dell´avventore nella sua memoria digitale in modo da assicurargli, la volta successiva, un´accoglienza personalizzata: «Ben tornato Toshiro» e così via.

L´umanoide prodotto dalla Honda Motor (asimo.honda.com) nell´ottobre del 2000 e da allora continuamente perfezionato è stato la stella assoluta al Robodex 2003, la fiera annuale di robotica che si è tenuta a Yokohama all´inizio del mese. Alto un metro e 20 per 52 chili di peso, il nome evoca ovviamente il grande maestro della fantascienza Isaac Asimov ma è un acronimo di "Advanced Step in Innovative MObility", da tradurre liberamente come "un progresso avanzato nella mobilità innovativa". E proprio la fluida capacità di movimento, senza quegli scatti meccanici tipici dei suoi predecessori su due gambe, è uno dei suoi principali punti di forza. «Asimo - spiega tecnicamente un portavoce a "Japan Today" - è dotato di un sistema di movimento predittivo che, preparando in anticipo gli spostamenti, sposta il centro di gravità di conseguenza». Cammina senza inciampi e interagisce con gli esseri umani: capisce, per il momento, un centinaio di comandi vocali e si comporta di conseguenza e sa anche interpretare una vasta gamma di gesti dei suoi interlocutori. E la sua memoria fisiognomica assoluta fa sì che, quando vede una faccia, non la dimentica più. Caratteristica che ne ha fatto il receptionist ideale di varie grosse compagnie giapponesi che l´hanno già affittato (Asimo non è in vendita) per 20 milioni di yen, oltre 150 mila euro all´anno. Configurato per rispondere alle domande più frequenti riguardo l´azienda in cui presta i suoi servizi, questo androide dall´aspetto di astronauta galvanizza i visitatori e non teme - batterie permettendo - turni di superlavoro.

Se Asimo è il più sofisticato, non è certo l´unico membro della grande famiglia dei nuovi robot. Nella recente parata giapponese molta attenzione si è guadagnata anche l´Sdr4 della Sony, alto 58 centimetri e dal peso di 7 chili. Bipede a sua volta, è capace di cento movimenti, può danzare al ritmo di dieci canzoni, usa un vocabolario di oltre 20mila parole e può intrattenere oltre 200 diverse conversazioni con il proprio "padrone". A patto però che le domande siano formulate esattamente nella forma pensata dai programmatori, altrimenti il robot va in tilt e non sa come comportarsi. «L´Sdr4 - spiega al "Sidney Morning Herald" Masahiro Fujita, uno degli ingegneri che l´hanno concepito - è pensato per l´intrattenimento degli esseri umani. È un po´ presto per metterlo in commercio perché ci sono ancora delle cose da mettere a punto e il prezzo, oggi, si aggirerebbe intorno a quello di un´auto di lusso. Ma cercheremo di farlo scendere».

Teoricamente più utile e con un´etichetta del prezzo già fissata è invece il Banryu della Tmsuk. Simile a un piccolo dinosauro su quattro zampe è stato pensato con compiti di sorveglianza domestica. Quando gli abitanti non sono in casa si muove in continuazione da una stanza all´altra segnalando la presenza di eventuali intrusi o il fumo di un incendio. Nell´un caso e nell´altro manda un allarme telefonico ai servizi di emergenza oltre a spedire immagini di ciò che "vede" al cellulare del suo proprietario. Quasi due milioni di yen (circa 15 mila euro), è però il suo prezzo. Un decimo di Asimo, ma non proprio "regalato".