| In Gran Bretagna un gruppo di ricercatori annuncia la svolta interattiva Macchine in grado di riconoscere le emozioni Software per riconoscere i colpi di sonno in auto e lo stato d'animo delle persone dal tono della voce. I computer stanno imparando a capire l'animo umano Computer e macchine in grado di capire le emozioni umane e di interagire con esse. E' la nuova frontiera di scienziati, informatici e esperti di telecomunicazioni. Stephen Furner, ricercatore del gruppo specializzato in "human-computer interaction" al laboratorio della BT di Ipswich, un'azienda britannica di telecomunicazioni, non ha dubbi. "Se adesso comunicare con un pc è un'esperienza quasi autistica - dichiara Furner al magazine New Scientist - nel futuro le macchine conosceranno le nostre emozioni, saranno in grado di comprenderle e rispondere di conseguenza". Un'altra azienda inglese di Edinburgo, Affective Media, sta per mettere in vendita un software per le automobili che rileva sonnolenza e ansietà nella voce di chi guida. Quando il guidatore parla con il sistema di navigazione per chiedere informazioni, si mette in funzione un dispositivo in grado di leggere il suo stato d'animo e, a seconda delle necessità, provvedere a svegliare e richiamare l'attenzione dello stanco automobilista o tranquillizzare chi è troppo agitato. Qualcosa di simile è allo studio per i più avanzati videogiochi. Dispositivi in grado di capire se il giocatore si annoia e agire di conseguenza movimentando la partita. Zeynep Inanoglu e Ron Caneel al prestigioso Massachusetts Institute of Technology hanno invece elaborato un dispositivo di "allarme emotivo" per aiutare chi è in balia di telefoni e cellulari. I due ricercatori hanno progettato un sistema di posta vocale che analizza le chiamate in base al tono di voce, al timbro e al linguaggio, le confronta con "impronte acustiche" archiviate nella memoria, e invia un emoticon corrispondente a un centro messagi che indica a chi conviene rispondere e chi è meglio ignorare. L'Emotive Alert classifica i messaggi in urgenti, non urgenti, allegri, tristi, eccitati, calmi, formali o informali. Ma pare che abbia bisogno di essere perfezionato per raggiungere una maggiore "sensibilità" e riuscire a capire bene le intenzioni e lo stato d'animo dell'interlocutore. Che le macchine e gli uomini non siano poi così diversi? |
||