Articolo da "La Repubblica" del 11 giugno 2005


Londra, ricercatori creano questi gioielli mescolando frammenti ossei di cinque coppie-cavia a materiali preziosi
Il dono al partner? Un pezzo di sé
Ultima frontiera del biotech: l´anello di cellule umane

ROMA - Si chiama biogioielleria, è qualcosa di molto avveniristico a metà tra il design e l´ingegneria genetica, punta a creare oggetti particolari fatti di materiali preziosi e tessuti umani. A Londra alcuni ricercatori stanno creando anelli realizzati con materiale osseo, per l´esperimento sono state scelte cinque coppie-cavia che desiderano mettersi al dito qualcosa che, oltre a essere un simbolo dell´amore, contenga vere e proprie cellule del partner. La notizia è nel sito della Bbc dove viene descritto l´insolito esperimento che non si sa se è l´ultima frontiera della ricerca o un´altra follia dell´amore. O se è la scienza che per farsi pubblicità e "vendere" le sue innovazioni sceglie di affidarsi ad un marketing nuovo e spregiudicato.

Se un tempo i gioielli più preziosi erano quelli più vicini alla natura ora arrivano quelli che hanno qualcosa di umano, il bioanello è fatto con una speciale ceramica bioattiva nella quale vengono fatte crescere cellule ossee estratte dalla mandibola, gli anelli sono in realtà due per coppia in modo che ognuno potrà indossare un pezzetto del proprio partner. «Possiamo fare oggetti che coinvolgono le persone, la loro immaginazione, i loro desideri», ha detto Tobie Kerridge, uno dei ricercatori che sta lavorando al progetto.

La biogioielleria nasce dalla collaborazione di due designer del Royal College of Art in London, Nikki Stott e Mr Kerridge e Ian Thompson, bioingegnere del Kings College of London. Le coppie sono state scelte tra 180 volontari in tutto il Regno Unito, che però dovranno fare un sacrificio: farsi estrarre un dente del giudizio poiché le cellule che verranno usate per la formazione dell´anello si trovano nella cavità della mandibola. Il gioiello che nascerà sarà una combinazione di materiale prezioso e tessuto osseo. Alla base di tutto c´è una sorta di ceramica bioattiva che attraverso una serie di procedimenti si trasforma in materiale poroso. Qui vengono impiantati gli osteoblasti, cellule che si trovano nella cavità dove è stato estratto il dente del giudizio. Le cellule crescono e il prodotto finale è appunto il bioanello. Il procedimento è lungo e delicato, può durare dieci settimane, ma potrebbe avere un futuro anche per curare persone che hanno necessità di sostituire frammenti di ossa.

Il progetto, dicono i ricercatori, nasce anche per avvicinare l´opinione pubblica alla bioingegneria, all´inizio l´idea era ancora più estrema, volevano fare delle cover per cellulari con i nuovi biomateriali. Poi sono stati scelti gli anelli, per la loro carica simbolica e la loro presa sull´immaginario. I ricercatori sostengono che è un modo per stimolare un dibattito e una consapevolezza nel pubblico sull´etica e i progressi della scienza. Per ora il dibattito ci sarà al Dana centre, al Museo della Scienza di Londra. E la biogioielleria ha già le prime richieste tra gli amanti del piercing.

L´unione di gioielli e tecnologia aveva recentemente prodotto altre novità. Ha fatto molto discutere la creazione dei diamanti "coltivati", frutto di sofisticate tecniche di laboratorio che erano riuscite a simulare i processi che avvengono in natura. Alcuni ricercatori come moderni alchimisti sono riusciti a ricostruire la perfezione del diamante naturale, la stessa struttura, la stessa identica luce. Dal post-diamante al biogioiello fino alla prossima scoperta.

(m. c.)