L'AUTORITARISMO SCOLASTICO

Il carattere autoritario della scuola è implictito nella sua funzione istuzionale, essendo strumento in mano a una minoranza che tramite l'uso dell'autorità cerca di rafforzare e di estendere i suoi privilegi.

Con la riforma Moratti si assiste a un energico aumento dei rapporti di sfruttamento, istuzionalizzati e costruiti all'interno della scuola tramite la selezione, sempre più netta, tra quelli che saranno destinati  ad un lavoro manuale  e quelli destinati a un lavoro intelettuale.

La scuola istituzionalizza i rapporti di sfruttamento creando un sistema di gerarchia che viene vissuta da alunni professori, presidi, minstri ecc... Questo sistema gerarchico si evince anche dalla struttura scolastica:le elementari , le medie, le superiori..

L'alunno si trova immerso in un unica situazione gerarchizzante e non potrà fare altro che apprendere questa dimensione a livello dell'esperienza. Le differenze gerarchiche  vengono poi consacrate dal titolo di studio, che definisce il ruolo nel lavoro e nelle istutuzioni che la sociètà rispetta.

La scuola è dunque un luogo di indottrinamento ideologico, che spesso non permette al ragazzo di verificare ciò che gli viene trasmesso.

La scuola sostiene il mito delle capacità che sono da un lato differenziate e dall'altro demolisce ogni creatività individuale classificandola come una deviazione pericolosa dalla sua interpretazione della realtà attorno a cui deve organizzare il consenso.

L'autoritarismo scolastico è presente a tutti i livelli della gerarchia e ottiene gli orribili esiti della selezione, della divisione in ruoli, del consenso e della repressione delle doti individuali.

Non bisogna fare dunque differenze tra chi usa l'intimidazione psicologica del gridare, e chi dimostra con tono pacato ed elegante l'incapacità di un alunno ad impadronirsi di un sapere che viene presentato come un sistema astratto da apprendere.

Non si deve fare differenze, parlando di autoritarismo, tra chi con un nota di rammarico si rifiuta di affrontare i problemi reali in nome di uno stupido programma o dell'orario e chi, con burogratica estraneità, amministra i voti e le bocciature.

L'autoritarismo è riconoscibile nel ritorno d'importanza del voto in condotta (vedi Moratti),nel ricorso a misure disciplinari; ma ancor più nel modo stereotipato e passivo di comunicare il cosidetto sapere (che ha una funzione prettamente utilitaristica: per il posto di lavoro, la carriera, la media , la borsa di studio), sapere dal quale quelli stessi che lo trasmettono sono ormai separati.

Non sopportiamo l'idea che appena varcata la soglia di qualsiasi scuola si debba avere un comportamento diverso, conforme a una rappresentazione vuota, ma rigida, del dovere del rispetto... di che cosa, di chi?

 VORREMO SOPPIANTARE L'AUTORITARISMO E LA SUA DIDATTICA REPRESSIVA CON:

- L'EDUCAZIONE ALL'INSUBBORDINAZIONE

- LA PARTECIPAZIONE EGUALITARIA ALLA DETERMINAZIONE, DEI MODI, DEI TEMPI, DEI FINI DELL'ATTIVITA' SCOLASTICA

 L'ESPERIENZA ANTIAUTORITARIA NASCE DA UNA AZIONE DI SECCO RIFIUTO DEI CARATTERI REPRESSIVI DELLA SCUOLA ( VOTI, INTEROGAZIONI, FISSITA' AL BANCO, CHIUSURA NELLA CLASSE, GERARCHIA...) E DE I MECCANISMI DI DIPENDENZA CHE OPERANO NEGLI STUDENTI (PRINCIPIO D'AUTORITA', PREMIO, CASTIGO, PROMOZIONE, BOCCIATURA...).

TUTTO CIO' E' IL VUOTO DI POTERE, IL RIFIUTO DELLA DIPENDENZA.

 

COLLETTIVO STUDENTESCO ANARCHICO MAKHNO

 - rete nazionale collettivi anarchici/libertari -

Il Collettivo Makhno si riunisce ogni martedì dalle 14.30 presso il CSA di via Volturno 26.

Si fa spazio in radio ogni giovedì dalle 20.00 alle 21.30 su Radio Onde Furlane

 

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