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Non ho nessuna intenzione di tenere nascoste le mie convinzioni sul fatto che ritengo che la scienza e gli scienziati abbiano enormi responsabilità sul futuro catastrofico che incombe sul pianeta terra, anzi intendo rendere queste posizioni estremamente chiare ed esplicite. Ma siccome la mia predisposizione resta comunque "scientifica", ed anche questa è una cosa che non posso tenere nascosta e che anzi ho il piacere di affermare, voglio qui tentare, con il massimo dell'impegno, di indicare una via d'uscita a questo maledetta situazione labirintica e negativa in cui tutti ci troviamo e della quale troppo pochi si stanno preoccupando.
La fisica e la sua didattica sono fra loro legate a doppio filo ed entrambe sono in crisi nel senso che al loro interno prevalgono sempre di più gli aspetti tecnologici, economici ed utilitaristici piuttosto che quelli formativi e moralmente evoluti.

4) Verso il tramonto della scienza?
Prendo a prestito alcune riflessioni del Prof. G.O. Longo docente di Teoria dell'Informazione alla Facoltà d'Ingegneria Elettronica dell'Università di Trieste.

a) «...è un po’ come se l’attività scientifica e la spiegazione razionale si stessero avviando al tramonto e cedessero il passo a una ragion pratica assai robusta e a volte tracotante. Ne è prova il disinteresse crescente che dimostrano gli studenti nei confronti delle facoltà scientifiche tradizionali: gli studi di matematica e di fisica sono trascurati a vantaggio dell’informatica, dell’economia e delle discipline della comunicazione»
b) «... non si dimentichi ciò che a proposito della religione dice Nietzsche nell’Anticristo: quando un’idea ha bisogno di essere sostenuta essa è già morta, perché le idee vive e vitali se la cavano benissimo da sole e non hanno bisogno di avvocati o d’imbonitori».
c) «Tra i fenomeni di cui è stato testimone il Novecento, uno dei più interessanti è la trasformazione del rapporto tra conoscenza e applicazioni, o se vogliamo tra scienza e tecnologia.»
d) «Il superamento della scienza da parte della tecnologia ha portato alla costituzione di aree tecniche vastissime in cui le apparecchiature e i sistemi funzionano senza che si sappia bene perché...»
e) « ... la scienza occidentale è un fenomeno singolare, una sorta di fluttuazione statistica limitata nel tempo e nello spazio, che non si ripeterà perché è scaturita dalla concomitanza di una miriade di condizioni rare. Invece la tecnologia fa parte dell’essenza dell’uomo, è legata a bisogni primari e profondi, alla stessa sopravvivenza, è radicata nell’evoluzione che ha portato alla nascita dell’homo sapiens. Ecco perché la tecnologia accompagna da sempre l’uomo e non è un episodio passeggero».

D'altra parte ce lo garantisce perfino Carlo Bernardini dalla rivista "Sapere" che le cose vanno male per la scienza.


Il demone selettore
Raccolta tv e monitor da conferire ad apposito impianto

«E' ormai evidente che la comunità politica internazionale non è in grado di concepire un indirizzo della civilizzazione mondiale come quello che possiamo auspicare senza molti contrasti dall'interno dell'ambiente scientifico. Non parlo dei soli politici italiani, ma di quelli europei, di quelli americani, per non dire di quelli che governano paesi con problemi permanenti di arretratezza (che pure, però, forniscono non di rado menti scientifiche e intellettuali di prim'ordine, costrette a emigrare). In un certo ironico senso, noi abbiamo avuto la fortuna di essere portati, dal governo attuale e in particolare dalla signora Moratti e dal signor Tremonti (finché c'era, ma anche come precursore incombente) al rapido sconvolgimento delle regole su tutto ciò che riguarda il rapporto tra conoscenza e pubblico interesse. Questo ci ha svegliati. Il CNR è stato smantellato, i giovani sono stati cacciati al di là dei cancelli, il privato è stato incoraggiato al saccheggio.»

Le constatazioni di Bernardini sono senz'altro condivisibili e anche importanti perchè puntano il dito non solo sulla situazione italiana particolarmente critica, ma anche su quella internazionale indicando così un problema di crisi generale ed epocale. Ma non posso non chiedermi se Bernardini abbia capito come mai siamo arrivati a questo punto. A me tutto ciò sembra evidente così come mi sembra evidente che gli scienziati del suo genere sono inevitabilmente corresponsabili di questa situazione e per di più non sono neanche in grado di elaborare un progetto "politico" per il futuro della scienza.
E' proprio il riduzionismo che ha fatto da battistrada al superamento della scienza da parte della tecnologia come ha osserva
GO Longo e da qui derivano anche le conseguenze dell'atteggiamento della "comunità politica internazionale" per la quale la scienza è solo uno strumento economico e di dominio, Anche le lagnanze, da un lato assolutamente pertinenti, espresse dalla SISSA attraverso il portale "Ulisse", sopra citate sono comunque d'altro canto sostanzialmente superficiali. Tutta l'analisi sviluppata in "Euroscienza" è basate sul rapporto scienza/tecnologia/innovazione con una esplicito

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