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Il demone selettore
Raccolta carta e cartone... con sorpresa

3) Cos'è la fisica? L'insegnamento della fisica, per le caratteristiche che ha storicamente assunto, costringe oggi in maniera estremamente chiara lo studente ad adeguarsi all'indrottinamento paradigmatico. Nella fase di formazione di un fisico non è ammissibile l'assunzione di un atteggiamento critico verso la disciplina che si sta acquisendo. Solo un opera di propedeutica sottomissione permette di arrivare in tempi rapidi alla formazione specialistica di un fisico. Per lo scopo istituzionale di produrre fisici in tempi brevi vengono ignorati passaggi storici assolutamente essenziali. I manuali su cui viene insegnata la fisica sono in realtà delle ricostruzioni ad hoc finalizzate alla efficienza della disciplina che si intende riprodurre e sviluppare. Questa amara verità è una delle cose più importanti che emergono dalla analisi di Thomas Kuhn sulla "struttura delle rivoluzioni scientifiche", analisi che per altri versi è eccessivamente schematica e semplificatrice.
In un ottica alternativa è innazitutto la fisica classica
(e la sua crisi del 1900) che andrebbe studiata ed insegnate in modo completamente diverso soprattutto per porre l'accento sulla importanza della irreversibilità dei fenomeni reali e della freccia del tempo.
La fisica classica è stata abbandonata proprio quando doveva completare il suo processo di maturazione e consegnare alla società un "prodotto" finito, coerente e responsabile. Ritengo perfettamente condivisibile quanto affermato da Antonino Drago al XXI Congresso Nazionale di Storia della Fisica e dell'Astronomia
"...una situazione molto importante su cui la storiografia della fisica è bloccata da alcuni decenni: con quali concetti basilari, e quindi con quali categorie mentali, i fisici hanno affrontato la crisi del 1900".
A questo punto mi si pone spontanea la seguente domanda: con quali categorie mentali la scienza sta affrontando la crisi energetica ed ecologica del ventunesimo secolo?
Fortunatamente la fisica moderna può darci qualcosa di meglio dell'energia nucleare. Per esempio se le nanotecnologie portano queste possibilità per migliorare lo sfruttamento dell'energia solare ciò non fa altro che aumentare la nostra fiducia nelle potenzialità della alternativa solare rispetto alle "strategie dure" basare sui combustibili fossili e sul nucleare. Interessantissima anche le possibilità di risparmio energetico con i computer adiabatici, purtroppo pare che l'industria faccia orecchie da mercante.
Questo tipo di orientamenti però non fanno che rafforzare l'importanza dei principi guida della termodinamica classica che portano alla simulazione dei processi neg-entropici presenti in natura (le "Strutture Dissipative" di Prigogine) in quanto quelli energeticamente più efficienti.
"L'energia è il vero potere che governa il mondo" affermano con estrema chiarezza Armaroli e Balzani ( Energia pag. 35). Allora come non capire l'importanza di creare un movimento al contempo scientifico e "politico" centrato su questo problema ? Non si tratta di sconvolgere i fondamenti della fisica ma non si tratta neanche solo di un problema tecnologico da risolvere nei corsi di energetica nelle facoltà di ingegneria o da parte degli enti preposti quali l'ENEA. L'effettiva soluzione del problema dell'energia non può prescindere da una revisione storico - epistemologica della fisica che faccia chiarezza su quali sono le categorie mentali più coerenti da adottare.
Prima che di un problema tecnologico si tratta di una questione di mentalità, di orientamento epistemologico o se si vuole gestaltico, Senza un quadro concettuale generale che sistematizzi le problematiche e le soluzioni tecnologiche (che pure in maniera frammentaria sono già disponibili), il problema dell'energia non troverà mai soluzione.
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