<< precedente
pagina 03 home
Lo stridente contrasto fra il pensiero di Clausius, che ho voluto mettere in apertura di questo lavoro, dove implicitamente si prospetta una società a "bassa entropia" e la cultura energetica di tutto il secolo scorso, (ma lo stesso orientamento continua a tutt'oggi), che non mette assolutamente in discussione i consumi, non può non far riflettere su quale sia la attuale "forma mentis" degli scienziati e soprattutto su come essa si sia storicamente determinata. Non vorrei sentirmi rispondere che quelli erano altri tempi e che Clausius non conosceva l'energia nucleare. Si presume almeno che conoscesse l'esistenza del petrolio visto che la prima estrazione industriale dell' "oro nero" è avvenuta negli Stati Uniti nel 1859 e che il suo connazionale Karl Benz inventava proprio nel 1885 il motore a 4 tempi.
Il fatto è che la scienza moderna ha oramai perso anche quei minimi livelli di organicità di cui pur si ritrovano tracce nella fisica classica, soprattutto nel periodo della nascita della termodinamica. Ho la convinzione che alla fine del 1800 il concetto di entropia stesse facendo maturare una nuova consapevolezza scientifica, embrionalmente ecologica, che è stata poi totalmente vanificata soprattutto per l'imporsi della meccanica quantistica. Questa meravigliosa e potentissima teoria ha fatto inconsapevolmente anche molti danni in quanto non solo ha rinnovato l'illusione della reversibilità del tempo ma ha anche praticamente soffocato l'ontologia realista che è sempre stata alla base della scienza ed imposto una epistemologia strumentalista, neopositivista, priva di morale e coscienza autoriflessiva. Il resto del gioco lo ha fatto la perversa dinamica di sviluppo della scienza per sostituzioni di paradigmi che nella fattispecie si è rivelata talmente cinica da trasfigurare perfino le convinzioni realiste di alcuni dei suoi stessi fondatori quali: Planck, Einstein, De Broglie, Schrödinger.
Così di fronte alla crescita di una società sempre più energivora si spegneva ogni capacità di critica termodinamica.
Ma torniamo alla fine dell'ottocento. Non soltanto il fisico Clausius si era espresso in maniera "precauzionale" (quasi una anticipazione del concetto di impronta ecologica) sulle questioni energetico/economiche ma nello stesso periodo anche il chimico-fisico Svante Arrhenius (premio Nobel per la chimica nel 1903) si era posto il problema degli effetti sul

Il demone selettore
Raccolta erba e ramaglie per il compostaggio

clima derivanti dalla sovra produzione di CO2 e già nel 1896 pubblicò le sue considerazioni in un articolo intitolato “L'influenza dell'acido carbonico dell'aria sulla temperatura del suolo”. Anche Boltzmann si era espresso in termini analoghi scrivendo che la gara per la vita è principalmente una competizione per l'energia disponibile. Purtroppo non è mai esistito un "paradigma Carnot - Clausius - Arrehenius - Boltzmann" e tutte le loro intuizioni su come fondare una scienza dell'energia sono rimaste isolate in oltre cento anni di solitudine. A parte brillanti eccezioni come quella del chimico Giacomo Ciamician dell'Università di Bologna, che nel 1912 affermava " L'energia dei combustibili fossili è davvero l'unica che può soddisfare i bisogni della nostra vita moderna e della nostra civiltà? No, il problema fondamentale è riuscire a fissare l'energia solare attraverso opportuni processi chimici ..." (Citato da Armaroli e Balzani) si è dovuti arrivare ai giorni nostri affinchè certi problemi venissero posti, ora di fronte alla crisi energetica e ambientale, da quei pochi scienziati impegnati nelle battaglie ecologiste. Ma, bisogna ammetterlo, è stato soprattutto un pubblicista tuttologo di grido quale l'americano Jeremy Rifkin, a rilanciare con forza (Entropia 1980) "il secondo principio" forse con il rischio di semplificarne il significato ma con l'indubbio beneficio di dare una larga diffusione a questo fondamentale concetto. Certamente però il più serio e grande tentativo di riconciliare la scienza con il pianeta è stato quello di Ilya Prigogine (Nobel per la chimica nel 1977, scomparso il 28 maggio 2003), che però non ha goduto di grande considerazione tra i fisici.

successiva >>