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Rifiuti misti ad "alta entropia"

1) Complessità e riduzionismo
Oggi, con la nascita della scienza del caos e della complessità, si cerca in qualche modo di porre rimedio a 400 anni di riduzionismo scientifico.
Dopo alcuni decenni di lavoro informale ecco apparire delle vere e proprie istituzioni scientifiche orientate in questo senso, quali la SICC (Società italiana di Caos e Complessità) ed ora il recente Istituto dei Sistemi Complessi (ISC) promosso dal Cnr che, alla data della costituzione, si presenta nel seguente modo:
« Lo studio dell'architettura della natura: è questo l'obiettivo del nuovo Istituto dei Sistemi Complessi (Isc), promosso dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). "Lo studio dei sistemi complessi richiede un cambio di orientamento nella forma mentis degli scienziati", spiega il fisico Luciano Pietronero, direttore dell'istituto. Infatti la scienza si è sempre concentrata sui "mattoni" che costituiscono la materia. Il nuovo approccio evidenzia che le proprietà complessive della materia dipendono da come questi mattoni vengono assemblati» (galileo.net 22/12/04).

Nei ricercatori non manca l'enfasi per questa nuova prospettiva, come traspare in questo contributo dal Dipartimento Scienze della Terra dell'Università di Perugia
«Molti ritengono che la scienza del ventesimo secolo sarà ricordata per lo sviluppo di tre teorie scientifiche principali: la meccanica quantistica, la relatività ed il caos.»
«La materia si organizza secondo leggi e principi di complessità, e acquisisce proprietà che non possono essere dedotte dallo studio delle sue componenti. Il riduzionismo è davvero finito. La libertà ritrovata della Natura getta nuova luce sull’annosa dicotomia fra le leggi fisiche indipendenti dal tempo, eterne e immutabili, e il mondo temporale, mutevole e contingente: la Natura è nel tempo poiché può innovare e creare intorno a leggi al di fuori del tempo.»

Links
Portale sulla Complessità. Complexity on line
Forum (critico) sullo stesso tema.
2) Scienza, energia e crisi ecologica
Sempre nell'ottica della complessità In alcune Università italiane, per esempio in quella di Siena, sono già da anni al lavoro gruppi di scienziati per lo sviluppo di un nuovo approccio ai problemi cruciali dell'umanità quali il problema dei mutamenti climatici e quello dell'energia. Concetti come "sviluppo sostenibile", "impronta ecologica", "emergia" sono di uso sempre più frequente soprattutto in ambito biologico e chimico-fisico. Sono ancora dei chimici, Armaroli (Cnr-Bologna) e Balzani (Università di Bologna) gli autori di un recente libro (dicembre 2004) dal titolo “Energia Oggi e Domani" peraltro possibilisti verso un nucleare di transizione. Il problema dell'energia viene sporadicamente ripreso in considerazione anche da qualche fisico sia in campo strettamente disciplinare (legame fra energia, entropia ed ambiente) che dal punto di vista storico politico ma la pubblicistica in merito è veramente scarsa e secondo lo scrivente, poco articolata e non individua il nucleo teorico del problema. Fa eccezione l'ultimo libro del fisico Luigi Sertorio "Vivere in Nicchia Pensare Globale".
Comunque è ben noto che la maggior parte degli scienziati continua ad avere fiducia nella scienza così com'è, quale risolutrice di tutti i problemi dell'umanità e per di più non vuole essere disturbata nel suo lavoro. E' anche nota una forte diffidenza di ampi strati delle comunità scientifiche di fronte all'allarme del "global warming" (riscaldamento globale) e alle sue conseguenze ritenute da molti catastrofiche sulla biosfera. Inoltre viene anche minimizzata la responsabilità antropica sui mutamenti climatici e l'effetto serra.
Sulla questione energetica la maggior parte dei fisici ha sempre indicato come indispensabile la scelta nucleare, in qualcuna delle sue forme: fissione, fusione, reattori autofertilizzanti....
In realtà il nucleare è il punto di approdo e di pseudo soluzione di molte contraddizioni della società moderna ed inoltre uno dei pochi argomenti che riesce a stanare i fisici nel manifestare le loro idee in merito alla questione energetica; viene sinceramente il dubbio che in tema di energia abbiano effettivamente poche idee.
Sono veramente fortunato perchè mentre sto elaborando questa introduzione ecco che il 20 gennaio 2005 il Presidente del Consiglio resuscita il nucleare. Non ci aveva provato nessuno dopo il referendum del 1987 che lo aveva affossato. Bisogna ringraziare il Berluska perchè con questa boutade (ovviamente del tutto strumentale) mi fornisce un' ottima occasione per monitorare in forma attualizzata le reazioni dei fisici. Tullio Regge e Carlo Bernardini si sono immediatamente dimostrati favorevoli mentre contrari si sono detti Marcello Cini e Gianni Mattioli
D'altra parte, al di là dell'esaurimento delle fonti fossili i sostenitori del nucleare possono anche permettersi, banalmente e provocatoriamente,
di dire: questo tipo di fonte energetica non è forse priva di emissioni di Co2?
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