Introduzione
Il titolo "Tristram
Shandy tra digressioni e ipertestualità" lascia pensare a prima
vista a un’apparente dissonanza: da una parte l' “ipertestualità”
designa una forma di produzione e diffusione del sapere nata sulle
potenzialità delle tecnologie digitali che hanno avuto un grande
sviluppo sul finire del secolo appena passato; dall’altra il titolo
di un romanzo inglese scritto e pubblicato in un epoca, il
Settecento, in cui vennero poste le basi dell’editoria a stampa come
la conosciamo ai giorni nostri.
Come è stato messo in evidenza
nel saggio "Why
Tristram Shandy" di
Patrizia
Nerozzi, il romanzo di Sterne mostra sotto molti
aspetti una sorprendente affinità con la testualità sviluppatasi
grazie alle potenzialità dei nuovi mezzi di comunicazione digitale.
Il mio intento è quello di prendere in considerazione più in
dettaglio le caratteristiche strutturali dell’opera che ne fanno uno
dei primi esempi di ipertesto.
Il sistema di “digressioni e
progressioni” collegate tra loro rende possibile un parallelismo con
la definizione di ipertesto data da studiosi come Ted Nelson: un
testo, cioè, composto da blocchi di parole connessi in una rete
tramite collegamenti percorribili in modi diversi. The Life and
Opinions of Tristram Shandy, Gentleman è infatti un’opera
interamente costruita su una rete di digressioni talmente complessa
e geniale da poter essere analizzata con gli stessi strumenti
utilizzati per studiare i nodi ipertestuali, i loro rapporti e le
loro modalità di interconnessione.
Negli anni della pubblicazione
dei primi volumi il romanzo ebbe, rapportato alle cifre della
popolazione alfabetizzata dell’epoca, un successo enorme tra il
pubblico di lettori. Mentre però i contemporanei furono colpiti
soprattutto dall'umorismo, dai giochi di parole e dai doppi sensi, i
critici accusarono l'autore di licenziosità e scorsero nella sua
eccentricità un tentativo di attirare l’attenzione. L’opinione
prevalente della critica era che il successo fosse dovuto
essenzialmente alla stravaganza dello stile, e che per questo
contenesse in sé i germi della propria fine: gli aspetti eccentrici
sarebbero stati infatti facilmente ridicolizzabili dagli imitatori e
un’opera che basasse la sua lettura unicamente sulla propria
estrosità sarebbe stata presto dimenticata.
Essi non notarono che l'umorismo
era, in realtà, espressione della grande abilità di Sterne di
manipolare e governare il linguaggio, di giocare con le parole e di
ordinare l’esperienza secondo rapporti che si moltiplicano
indefinitamente. Quanto avvenne in seguito sembrò confermare la
previsione dei critici: il romanzo venne tenuto in scarsa
considerazione per quasi due secoli finché all’inizio del 1900 fu
riscoperto e rivalutato soprattutto per la solidità della sua
struttura. La maggior parte dei critici dell’epoca, non cogliendo
gli accenni all' Essay Concerning Human
Understanding di Locke (about Locke see also:
TS: Vol1 ch.4,
Vol.2 ch.2,
vol.3 ch.18,
ch.20,
ch.
40, Vol. 4 Tale, Vol.5 ch.7;
John
Locke (1632-1704); Sterne's
comic Technique and Locke's View of Language;
Locke's
Theories on Word and Language) e alla dottrina delle
idee e della percezione, sostenevano che fosse un’opera dalla
struttura piena di irregolarità e senza un disegno preciso.
Al contrario, il romanzo si regge
su un impianto reticolare di successioni di idee: questa solida
struttura gli ha fatto guadagnare l’ammirazione dei maggiori
scrittori del novecento, come Joyce e Virginia Woolf e di quegli
intellettuali che, grazie alla loro riflessione sui processi della
coscienza, sperimentarono nuove forme testuali focalizzate sui
processi mentali e svilupparono uno stile che procede per
associazioni e giustapposizioni di frammenti molto vicino ai
meccanismi che sottendono alla fruizione degli ipertesti.
Oggi lo strumento digitale ha
rimesso in discussione tutti i più importanti principi che fino a
pochi decenni fa definivano la natura e il concetto di “testo”.
Negli ultimi decenni i critici che gettarono le premesse teoriche
del postmodernismo, di cui l’ipertesto è da molti considerato la
concretizzazione, si sono occupati di analizzare le caratteristiche
di un nuovo tipo di testualità; nelle loro riflessioni hanno
riconosciuto nella struttura del romanzo di Sterne alcuni punti
fondamentali della testualità da loro ipotizzata.
Le affinità con l’ipertesto,
però, non riguardano solo la non linearità, ma possono essere
riscontrate anche a livello più profondo. Nell’opera di Sterne si
può rintracciare una modalità con cui il lettore si pone di fronte
al romanzo completamente diversa rispetto ai testi tradizionali; al
lettore infatti è richiesta esplicitamente una partecipazione alla
scrittura del testo, già sottolineata da Bolter. Il ruolo del
lettore però va al di là di questo tipo di cooperazione: la lettura
deve avvenire non solo attraverso la visione delle pagine dei volumi
e un’eventuale integrazione degli spazi lasciati al lettore, ma
soprattutto attraverso la ricerca e la ricomposizione del mosaico di
frammenti organizzato dall’autore.
Frammentarietà:
.
Totalità e caos
.
Completezza dell’intreccio narrativo
.
Continuità discorsiva
.
Antichi frammenti
.
Macchie di Rorschach
Associazioni
mentali:
.
Digressioni
.
Connessioni
Ricostruire
il mosaico:
.
Rete
Confini
del testo:
.
Inizio
.
Fine
.
Decentramento
Non può naturalmente essere ignorato l'aspetto multimediale del
romanzo. La critica ha già sottolineato come
strumenti visivi o richiami di suoni e motivi musicali vengano
utilizzati da Sterne in modo molto particolare, quasi a sottolineare
i limiti delle parole, che è necessario integrare con linguaggi non
verbali. Anche i segni grafici del Tristram Shandy sembrano
avere una tale funzione. In un testo digitale elementi colori,
forme, sottolineature e caratteri per la costruzione del
significato; essendo la modalità di lettura più tipica di un
ipertesto non sequenziale l’occhio non ha più come solo punto di
riferimento una riga di caratteri e gli strumenti visivi sono quindi
necessari per guidare la fruizione. Così pure nel Tristram
Shandy, Sterne sembra usare segni grafici e di punteggiatura
per richiamare l’attenzione su particolari parole o frasi, e
suggerirci che tali parti di testo contengano un messaggio che va
ricercato al di là del loro significato letterale e ricostruito
all'interno di una intera rete di riferimenti.
Multimedialita':
Punteggiatura
Il
linguaggio delle immagini
Comunicazione
musicale
Alcune delle più recenti analisi critiche del
Tristram Shandy si rifanno alla teoria del caos, ovvero
quella parte della scienza che si occupa dello studio di sistemi
caotici e che fa uso della geometria frattale. Tali immagini hanno
la caratteristica di essere al contempo prodotti di complessi
procedimenti matematici ed avere un carattere irregolare, a volte
perfino artistico che le rende altamente evocative. Questa loro
ambivalenza mi ha suggerito la possibilità di sviluppare un
parallelo con le digressioni frammentarie e ambigue del romanzo, che
poggiano su una struttura ben definita e non immediatamente
visibile.
Approfondendo lo studio di questa geometria ho
notato inoltre un’affinità tra i meccanismi con cui Tristram
Shandy e i frattali prendono forma e, cosa ancora più
interessante, sia le immagini che il romanzo superano i limiti degli
strumenti usati nella rappresentazione della realtà nei loro
rispettivi campi di applicazione. Superando la rigidità del
determinismo newtoniano di cui gran parte della produzione narrativa
contemporanea a Sterne risentiva, secondo cui ogni elemento della
realtà è perfettamente definito e descrivibile in modo esaustivo,
l’autore riuscì a rendere tutta l’indeterminatezza e varietà
dell’esistenza umana. Allo stesso modo i frattali trovano la loro
migliore applicazione negli ambienti naturali composti da forme e
moti propri apparentemente caotici, campo in cui il sistema della
geometria classica si è rivelato inadeguato.
Geometria
frattale e geometria shandiana
Una
meccanica del caos
Generazione dei frattali
Paradosso
shandiano e paradosso matematico
Scatole
cinesi
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