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Ipertesti e ipermedia nella scuola: essere fruitori
É utile distinguere due
modi in cui si può caratterizzare
l'impiego
degli ipertesti: essere lettore (si naviga in un
ipertesto già costruito)
o essere autore (cioè costruire atti-
vamente l'ipertesto).
Circa la navigazione
ipertestuale in ambito didattico si
sottovaluta spesso come questa
possa esser dispersiva per
studenti troppo piccoli e
inesperti della materia; l'inse-
gnante può confondere la
manipolazione dello studente
con l'effettiva comprensione e
interiorizzazione dei conte-
nuti visitati; la navigazione
ipertestuale, lasciando il sog-
getto libero di muoversi,
rinuncia a ogni gradualità e si-
stematicità nella
presentazione delle difficoltà, con rile-
vanti inconvenienti sul piano
dell'orientamento (...).
Un elenco più analitico
dei problemi che lettori ine-
sperti (sia sul piano
contenutistico che metacognitivo) in-
contrano solitamente nella
navigazione è sintetizzato nella scheda 4.2.
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SCHEDA 4.2
Problemi posti dalla lettura ipertestuale
Il salto (link) può essere compiuto dal lettore in modo
casuale.
Si diventa consapevoli della natura del fine solo dopo averlo
attivato.
Il salto, specialmente se comporta cambio di videata, può far
dimenticare l'idea che lo aveva motivato.
Spesso l'associazione ha senso per l'autore ma non per il lettore;
il lettore può trovarsi intrappolato in percorsi non desiderati,
che non comprende.
Le esigenze di "effetto" (audio, video ecc.) possono prendere il
sopravvento rispetto ai reali bisogni di comprensione del letto-
re.
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La navigazione in ambienti
ipertestuali liberi pertanto
non è molto adatta per studenti inesperti, risulta tanto
più produttiva quanto più i soggetti hanno già
buona co-
noscenza del dominio in questione e buon controllo me-
tacognitivo, cioè sanno ciò di cui hanno bisogno e dove
vogliono arrivare; non opportunamente calibrata sulle ca-
pacità dello studente può aumentare confusione e disper-
sività."
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| da: ANTONIO
CALVANI, I nuovi media nella scuola. Perché, come, quando
avvalersene, Roma, Carocci (http://www.carocci.it), 1999, p. 93-94. |
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