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La notizia, comunicata in apertura di seduta, ha scatenato la reazione di tutti i consiglieri. La struttura ospiterà oltre 250 clandestini con servizi di primo livello
Gradisca, già appaltati i lavori per il Cpt
Il sindaco Tommasini: «È un ricatto, nel 2000 i patti erano altri: ho manifestato il mio dissenso al prefetto, ora vedremo cosa fare»
GRADISCA. Il Centro di temporanea accoglienza per clandestini, che sorgerà Gradisca, nellex caserma Ugo Polonio, a Gradisca, continua ad infiammare il dibattito politico: «Ho incontrato il prefetto e mi ha confermato che ormai i lavori per il Cpt sono stati appaltati e andranno avanti per 12-14 mesi: ci saranno 250 ospiti fra maschi e femmine con servizi di primo livello. In aggiunta, e la cosa mi preoccupa molto, ci sarà un centro di prima accoglienza e identificazione».
È davvero clamorosa la notizia fornita laltra sera dal sindaco Franco Tommasini durante la seduta consiliare che prevedeva, fra i vari punti allordine del giorno, un aggiornamento della situazione riguardo la realizzazione del Centro di temporane accoglienza.
Il primo cittadino, a proposito del nuovo scenario che si sta profilando ha parlato di «un ricatto, perché nel 2000 lamministrazione comunale accettò un centro di accoglienza.
Questo secondo centro ospiterebbe 140-145 persone, che sommate ai 250 del Cpt porterebbero a un totale di 400. Ho manifestato il mio dissenso e ora dovremo vedere cosa possiamo fare».
Il primo a intervenire dopo Tommasini è stato dai banchi dellopposizione Paolo Boscarol: «Mi sembra fuorviante che il prefetto parli solo ora e in maniera così chiara: questi erano argomenti conosciuti. Comunque cè un dato di fatto: le motivazioni per aprire un centro non ci sono più».
Dopo di lui laltro consigliere di minoranza Bruno Augusto Pinat: «É vero, oltre al Cpt ci sarà un centro di accoglienza. Dal dossier che ci ha fornito Tommasini si evince che lallora sindaco Fabris diede la disponibilità. Capisco la pressione che potesse avere, perché la situazione era imbarazzante: forse ci sono state poche informazioni, forse ha capito che le cose stavano cambiando, ma ritengo che non si debba trasformare il tutto in un fatto politico. Cerchiamo di capire piuttosto se in extremis si può porre rimedio e da imprenditore voglio capire anche se si possono ricavare dei vantaggi. Una cosa è certa: se la popolazione non è pronta a far sentire la propria voce, il sindaco rischia una brutta figura».
La parola è poi passata a Valter Cocco, anche lui consigliere dellopposizione: «La situazione era sfuggita di mano a Fabris, lo capisco dal dossier. Ora è il caso di pensare alla contropartita: si parlava della scuola dei carabinieri, che non ripara di certo il danno, ma intanto bisogna chiederla».
Dai banchi della maggioranza è intervenuto Paolo Cappelli: «Sono allibito perché pensare di costruire un economia su strutture di questo tipo sia contro la morale. LUlivo è nettamente contrario a queste strutture, e non solo a Gradisca. Spiace inoltre che il sottosegretario di Stato DAlì dica che Fabris è sempre stato informato: dica piuttosto che la sua risposta allinterrogazione di Budin e Maran è arrivata dopo più di un anno».
Lex sindaco Gianni Fabris, chiamato più volte in causa nel corso della seduta, ha invece affermato di «avere la coscienza pulita: non devo difendermi, non ho commesso reati o ingiustizie. Se si cerca un capro espiatorio non ci sto: non ho mai avuto notizie ufficiali. A chi chiede le mie dimissioni dico che lo farò solo quando si dimetteranno Brandolin, Illy e i nostri parlamentari: come mai DAlì si sveglia solo ora?». Approvato infine un ordine del giorno con cui fra le altre cose si chiedono al governo e al Parlamento «la sospensione della realizzazione del Cpt di Gradisca e una moratoria sulla realizzazione di nuovi Cpt».
Giuseppe Pisano
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