E' stato a Verona, avrebbe potuto essere qui!

La morte di Nicola Tommasoli linciato a calci e pugni da una squadraccia di naziskin a Verona ci colpisce e rattrista ma purtroppo non ci sorprende. E' successo a Verona ma avrebbe potuto succedere ovunque, anche qui nella “tranquilla” provincia, a Udine.
Da più di un anno ormai denunciamo le minacce e le aggressioni, nella nostra città, sempre più violente da parte di naziskin ai danni di chi ha la sola “colpa” di essere diverso: ragazzi dal look di sinistra, il centro sociale autogestito,i circoli arci, i partigiani, gli stranieri...
L'escalation della violenza non perdona : se la si tollera oggi domani non potrà che ripresentarsi, però più cieca e incontrollabile, aumentata al parossismo.
La tragedia di Verona nasce da una situazione degenerata ormai da anni , di cui tutti hanno finto di non accorgersi ma che noi antifascisti teniamo costantemente monitorata .
Sappiamo che il neofascismo sta rialzando la testa un pò dovunque in Italia, ma anche all' estero.
Sappiamo che i naziskin sono a tutti gli effetti militanti politici delle formazioni di estrema destra, che si chiamino veneto fronte skinhead, forza nuova, azione sociale o fiamma tricolore poco importa.
Importa invece che le suddette “entità” foraggiano e incoraggiano questi energumeni violenti per sfruttarne il potere deterrente della bestialità da picchiatori squadristi salvo poi inscenare la dissociazione e l'estraneità ufficiale ogniqualvolta si presentino episodi gravi che attirano i riflettori .
La logica di penetrazione fascista della società è sempre la stessa, dai primi decenni del secolo scorso ai giorni nostri, ed evidentemente nella sua semplice linearità attira sempre più ragazzetti resi sempre più belve feroci da famiglie e da una società incapaci di contrastare e/o ribellarsi alla degenerazione comoda e rassicurante dell' odio per il diverso e della cultura della sopraffazione e del più forte.
Così si chiude il cerchio perverso che ha portato alla vittoria schiacciante della destra alle elezioni:
perchè impegnare il cervello in analisi della realtà quotidiana che sono faticose e talvolta dolorose?, meglio cullarsi nell' idea che tutto il Male venga dai rumeni e da chi ha la pelle un pò più scura, zingari, magrebini o “comunisti”, sempre negri sono.
Il delirio della deriva securitaria, che tra l' altro ha fatto trionfare in maniera del tutto estranea alla logica politica Alemanno a Roma, si dimostra del tutto opposto alla realtà quotidiana quando appare evidente che a Verona come a Udine il pericolo non è essere violentata/o o rapinato da un extracomunitario, ma cadere molto più probabilmente nelle mani di una banda di naziskin, bianchi, autoctoni e di buona famiglia (tutti ormai conoscono l'identità del ragazzotto borghese altolocato che è a capo del branco di naziskin nostrani) in cerca di emozioni forti da vero duro fascista.
E questo mentre a livello nazionale Forza Nuova riesce ad impedire legalmente (di giorno cittadini modello, di notte...)che un documentario come “Nazirock” esca nei cinema e ne sveli la vera immagine di fascisti nostalgici ed esaltati; mentre il veneto fronte skinhead apre una sede a Udine e prende le distanze dagli assassini di Verona (in maniera ambigua e poco convincente: falsa, ovviamente), tutti sembrano bersi la favoletta che lo skinhead fascista non persegue la violenza, mentre la realtà è che invece la violenza è la sua ragione di esistere. Quale altra potrebbe essere?
E' una verità che nessuno ha voglia di affrontare, nè i genitori di questi personaggi che girano rasati, tatuati con svastiche e tengono busti di mussolini insieme con bandiere con croci celtiche nelle loro camerette (“sono ragazzi...”), nè le “autorità” o le “istituzioni” che poi ugualmente cadono dalle nuvole mentre fino al giorno prima minimizzavano una situazione evidentemente esplosiva e pericolosa (“..quello lì?Noo.. col padre che si ritrova vuoi che vada a sputtanarsi?..)
E assolutamente dobbiamo mantenere la memoria di Dax , antifascista milanese ucciso a coltellate da naziskin nel 2003 e di Renato Biagetti, anche lui accoltellato a morte da naziskin all' uscita da una festa di sinistra a Roma nel 2006. Episodi estremi di un rigurgito neofascista che quindi non è nuovo e non si potrà certo combattere ignorandolo.
L'unica maniera di opporsi a questa vera e propria barbarie nazifascista, pilotata e sfruttata da chi all'estrema destra è “cresciuto” ed ha fatto carriera politica ottenendo talvolta il rispetto perfino di chi si dichiara antifascista è quella di tagliare i ponti definitivamente ed inesorabilmente con idee che, uscite dalla porta tentano di ritornare dalla finestra nell' indifferenza (colpevole però, questo è adesso chiaro) di chi non ha motivazione o voglia di scendere in piazza e smascherare questi individui ed il loro contesto politico- sottoculturale per quello che è.
Opponiamoci al fascismo opponiamoci alla sopraffazione
Basta fascisti e nazisti nostalgici indisturbati per le strade


COORDINAMENTO ANTIFASCISTA - UDINE