
Messaggero Veneto 25/04/08
I gruppi regionali contrari alla linea ad alta velocità parteciperanno alla manifestazione in programma a Cervignano
Primo maggio, comitati No Tav in piazza
CERVIGNANO. I Comitati No Tav della regione saranno presenti anche questanno alla manifestazione e al corteo del 1° maggio a Cervignano con lo slogan Dalla Val di Susa al Friuli Venezia Giulia, continua la lotta No Tav: unopera inutile che devasta lambiente e svuota le tasche dei contribuenti. I componenti del comitato inviterranno a sottoscrivere la petizione europea sullAv/Ac.
Con un volantino distribuito in questi giorni, il coordinamento regionale No Tav intanto affila le armi e sottolinea ancora una volta gli alti costi dellopera: «32 milioni di euro, ma diventeranno 50, per guadagnare 10 minuti nella tratta ferroviaria Venezia-Trieste, con una sola fermata intermedia», mentre i «treni normali soffrono costantemente di disservizi e i pendolari si accontenterebbero della qualità del servizio comera ventanni fa, alla faccia del tanto decantato progresso. Per quanto riguarda il trasporto merci, bisogna passare subito da gomma a rotaia e non aspettare unopera assurda che nella migliore delle ipotesi non sarà operativa prima di quindici anni, mentre le autostrade sono già al collasso».
Non mancano di lanciare messaggi al neoeletto presidente Tondo. «Abbiamo già sconfitto la politica di Illy, adesso dobbiamo sconfiggere quella di Tondo».
Nello specifico della Bassa Friulana, dopo lincontro e le dichiarazioni del consigliere regionale, il leghista Claudio Violino, allincontro con i comitati No Tav della Bassa tenutosi mercoledì a Porpetto, interviene lambientalista, Paolo De Toni, del coordinamento regionale No Tav. «Violino si illude se pensa che il rapporto con i comitati sia una questione di concertazione; si tratta bensì di una questione di sostanza, cioè di valutazione degli impatti ambientali delle opere e anche di costi e benefici economici delle stesse. La Tav con i suoi 30/40 milioni di euro a km, non potrà mai essere considerata unopera economicamente sostenibile».
Francesca Artico

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